NOTIZIE - PERSONALE SCUOLA DOCENTI E ATA
Servizio civile nazionale e universale sono equiparati Ora è legge
Svolta per graduatorie e concorsi pubblici: anche chi ha svolto il Servizio Civile Nazionale può beneficiare della riserva del 15% dei posti
Una distinzione che per anni ha generato dubbi, esclusioni e contenziosi può ormai considerarsi definitivamente superata: Servizio Civile Nazionale e Servizio Civile Universale sono equiparati ai fini della riserva dei posti nei concorsi pubblici.
Il principio è stato espressamente recepito dal legislatore con il decreto-legge 14 marzo 2025, n. 25, convertito con modificazioni nella legge 9 maggio 2025, n. 69, che ha modificato l'articolo 18, comma 4, del decreto legislativo n. 40/2017.
La norma ha esteso il beneficio già previsto per gli operatori del Servizio Civile Universale anche a coloro che hanno concluso senza demerito il Servizio Civile Nazionale disciplinato dalla legge n. 64/2001.
Una riserva del 15% dei posti
La conseguenza concreta è particolarmente importante.
A favore di chi ha concluso senza demerito il Servizio Civile Universale oppure il Servizio Civile Nazionale è prevista una riserva pari al 15% dei posti nei concorsi per l'assunzione di personale non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni.
Il beneficio interessa direttamente anche il comparto scolastico e ha già trovato applicazione nelle procedure relative alle graduatorie del personale docente e ATA.
Nelle GPS 2026/2028, lo stesso Ministero dell'Istruzione ha chiarito che possono essere dichiarati, ai fini della riserva, sia il Servizio Civile Universale sia il Servizio Civile Nazionale, allegando la relativa attestazione oppure, nei casi consentiti, idonea autocertificazione.
Servizio Civile Nazionale: superata la disparità
In passato il problema nasceva dalla formulazione della normativa, che faceva inizialmente riferimento soltanto al Servizio Civile Universale, introdotto dal decreto legislativo n. 40 del 2017.
Questo aveva determinato una evidente disparità tra chi aveva prestato sostanzialmente la stessa attività nell'ambito del precedente Servizio Civile Nazionale e chi l'aveva svolta dopo l'introduzione del nuovo sistema.
Con la modifica legislativa, il riferimento è diventato esplicito: il diritto alla riserva riguarda entrambe le categorie.
Anche la giurisprudenza amministrativa ha evidenziato la sostanziale continuità tra i due istituti, arrivando a qualificare l'intervento legislativo del 2025 come ricognitivo di un principio di equiparazione già desumibile dal sistema normativo.
Questo profilo potrebbe assumere particolare rilevanza per coloro che, nelle precedenti procedure concorsuali, non hanno ottenuto il riconoscimento della riserva pur avendo svolto il Servizio Civile Nazionale.
Naturalmente ogni situazione deve essere verificata singolarmente, considerando il bando, la domanda presentata, la data di svolgimento del servizio e gli eventuali termini per contestare la graduatoria.
AssetScuola: controllare attentamente graduatorie e nomine
L'equiparazione rappresenta un passaggio importante per migliaia di aspiranti che hanno prestato il Servizio Civile Nazionale prima dell'introduzione del Servizio Civile Universale.
Oggi il principio è chiaro: ai fini della riserva prevista dalla legge, Servizio Civile Nazionale e Servizio Civile Universale devono essere entrambi riconosciuti.
Per docenti e personale ATA diventa quindi fondamentale verificare che il titolo sia stato correttamente dichiarato, acquisito dall'Amministrazione e soprattutto applicato nel momento in cui vengono effettuate le assunzioni o le nomine dalle graduatorie.
In presenza di esclusioni o mancata applicazione della riserva, sarà necessario verificare immediatamente la propria posizione e valutare gli strumenti di tutela disponibili.
AssetScuola continuerà a seguire l'evoluzione della normativa e della giurisprudenza, con particolare attenzione alle graduatorie nelle quali il beneficio potrebbe non essere stato correttamente riconosciuto.
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