NOTIZIE - PERSONALE SCUOLA DOCENTI E ATA
Temporizzazione del personale docente e ATA Che cos’è e perché è così importante
Un passaggio di ruolo o di profilo può cambiare lo stipendio e la data del prossimo scatto. Ecco perché docenti e personale ATA dovrebbero conoscere la temporizzazione e verificare con attenzione il proprio inquadramento.
Passare da un ruolo a un altro, oppure da un profilo ATA a un altro, è spesso un traguardo professionale importante. Tuttavia, insieme alle nuove mansioni, cambia anche la posizione economica del lavoratore.
È in questa fase che entra in gioco la temporizzazione: un meccanismo che permette di considerare, nel nuovo ruolo o profilo, il valore economico maturato nella precedente carriera.
Conoscere questo istituto è fondamentale perché un inquadramento non corretto può incidere sulla retribuzione mensile, sulla data del prossimo scatto stipendiale e, nel tempo, anche su altri trattamenti collegati alla retribuzione.
Che cos’è la temporizzazione?
La temporizzazione è un criterio utilizzato, nei casi previsti dalla normativa, per determinare l’inquadramento economico del dipendente che passa a una qualifica o a un ruolo superiore.
Il suo funzionamento si basa su un’idea: il percorso economico maturato nel ruolo di provenienza deve essere considerato nel momento del passaggio.
Il riferimento normativo principale è l’articolo 6 del DPR n. 345 del 1983, insieme alle successive disposizioni dell’articolo 4 del DPR n. 399 del 1988.
In termini pratici, il valore economico acquisito nella precedente posizione viene utilizzato per individuare la posizione stipendiale nel nuovo ruolo e l’anzianità utile per la progressione successiva.
Come funziona il calcolo?
Semplificando, l’amministrazione procede attraverso questi passaggi:
- Individua lo stipendio tabellare iniziale del ruolo o profilo di provenienza.
- Calcola la differenza tra tale importo e lo stipendio tabellare maturato dal dipendente nella precedente carriera.
- Aggiunge il valore così ottenuto allo stipendio iniziale del nuovo ruolo o profilo.
- Individua la posizione stipendiale corrispondente e considera l’eventuale differenza ai fini della successiva progressione economica.
Se l’importo ottenuto si colloca tra due posizioni stipendiali, il dipendente viene inquadrato nella posizione immediatamente inferiore, con attribuzione della differenza secondo le regole previste per l’assegno personale. La differenza viene inoltre temporizzata, cioè trasformata in anzianità utile per la progressione economica.
Un esempio semplice
Immaginiamo un lavoratore che abbia maturato, nel profilo di provenienza, un incremento tabellare di 300 euro lordi mensili rispetto allo stipendio iniziale dello stesso profilo.
Se lo stipendio iniziale del nuovo profilo fosse pari, a titolo puramente illustrativo, a 1.500 euro lordi mensili, il valore economico di riferimento sarebbe:
1.500 euro + 300 euro = 1.800 euro lordi mensili.
Su questa base si individua la posizione stipendiale nel nuovo profilo e si calcola l’eventuale anzianità utile per il successivo passaggio di fascia.
Quando può interessare i docenti?
La temporizzazione può assumere particolare rilievo, ad esempio, nel passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria.
In questa situazione occorre distinguere due momenti:
- all’atto del passaggio, l’inquadramento nel nuovo ruolo viene determinato mediante temporizzazione;
- dopo la conferma nel nuovo ruolo, si valuta la ricostruzione della carriera con il riconoscimento dei servizi utili secondo la disciplina applicabile.
I risultati devono essere esaminati per individuare la soluzione più favorevole, tenendo conto non solo dello stipendio immediato, ma anche dello sviluppo della carriera.
Non tutti i passaggi seguono però lo stesso percorso: le regole cambiano in base al ruolo di provenienza, a quello di destinazione e ai servizi riconoscibili. Per questo non è possibile stabilire la convenienza senza esaminare la carriera individuale.
E per il personale ATA?
La questione riguarda anche il personale ATA che effettua un passaggio di profilo o di area, ad esempio da collaboratore scolastico ad assistente amministrativo.
In questi casi è importante verificare:
- l’inquadramento attribuito nel profilo di destinazione;
- il valore economico considerato per la temporizzazione;
- i servizi precedenti riconoscibili;
- la decorrenza del prossimo scatto;
- l’eventuale possibilità di ottenere un risultato più favorevole attraverso la ricostruzione della carriera.
Anche per il personale ATA la risposta dipende dalla situazione individuale e dalla disciplina applicabile alla data del passaggio.
Temporizzazione e ricostruzione di carriera: qual è la differenza?
I due strumenti hanno finalità e modalità di calcolo differenti.
La temporizzazione prende come punto di partenza il valore economico maturato nella posizione di provenienza e lo utilizza per determinare l’inquadramento nel nuovo ruolo.
La ricostruzione di carriera, invece, riguarda la valutazione dei servizi riconoscibili e la determinazione dell’anzianità utile secondo le norme applicabili al dipendente.
I benefici dei due criteri non si sommano tra loro. Quando entrambi sono applicabili, occorre confrontarne gli effetti, considerando tanto la retribuzione iniziale quanto le successive progressioni stipendiali. La Corte dei conti, nella deliberazione n. 4/2019, ha richiamato proprio la necessità di valutare anche lo sviluppo complessivo della carriera.
Perché una verifica è così importante?
Una differenza nell’anzianità riconosciuta o nella posizione stipendiale può produrre conseguenze per diversi anni.
Un errore, oppure un mancato confronto tra i criteri applicabili, potrebbe comportare:
- una fascia stipendiale non corretta;
- un ritardo nel prossimo scatto;
- differenze sulla retribuzione mensile;
- possibili riflessi sui trattamenti collegati alla retribuzione e sulla posizione previdenziale, da verificare caso per caso.
Non sempre il criterio che garantisce uno stipendio più alto nell’immediato è anche quello che assicura la progressione più vantaggiosa nel tempo. È quindi importante guardare all’intera carriera.
Quali documenti servono per controllare la propria posizione?
Per una verifica approfondita è utile raccogliere:
- il decreto di inquadramento o temporizzazione nel nuovo ruolo o profilo;
- i precedenti decreti di ricostruzione della carriera;
- i provvedimenti di passaggio e di eventuale conferma nel nuovo ruolo;
- lo stato matricolare o la documentazione dei servizi prestati;
- i cedolini, in particolare quelli precedenti e successivi al passaggio e uno recente;
- eventuali provvedimenti che abbiano modificato anzianità o retribuzione.
Se il confronto evidenzia un’anomalia, si può chiedere alla scuola una verifica della posizione e, ove ne ricorrano i presupposti, la rettifica del provvedimento e il pagamento delle eventuali differenze spettanti.
Attenzione ai tempi: l’accertamento dell’anzianità e il pagamento delle singole differenze retributive pongono questioni diverse; per queste ultime occorre valutare anche la prescrizione e gli eventuali atti interruttivi.
Conoscere la propria carriera significa poter tutelare in modo consapevole la propria retribuzione e i propri diritti.
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