NOTIZIE - PERSONALE SCUOLA DOCENTI E ATA
Congedo parentale rafforzato Cosa cambia per docenti e Ata
Più mesi di congedo parentale con una retribuzione maggiorata e una tutela crescente dal secondo figlio. È quanto prevede il disegno di legge di Bilancio 2027 approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre. Una novità che interessa anche il personale scolastico, ma che deve ancora completare il percorso parlamentare: al 29 ottobre 2026, quindi, l’ampliamento annunciato non è ancora un diritto esercitabile.
Quattro mesi per il primo figlio, cinque per il secondo e sei dal terzo
La proposta punta ad aumentare il periodo di congedo parentale retribuito all’80%, utilizzabile entro i sei anni di età del bambino.
Rispetto agli attuali tre mesi previsti dalla disciplina generale, quando ricorrono i requisiti, il nuovo quadro annunciato sarebbe il seguente:

Il rafforzamento riguarda dunque il numero di mesi coperti dall’indennità maggiorata. L’annuncio non va interpretato automaticamente come un aumento della durata complessiva del congedo parentale.
Per docenti e ATA resta la tutela dei primi trenta giorni al 100%
Nel comparto scuola bisogna considerare anche il trattamento più favorevole previsto dal contratto collettivo.
L’articolo 34, comma 3, del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 riconosce, per ciascun figlio, i primi trenta giorni di congedo parentale retribuiti per intero, secondo le voci retributive previste dal contratto. Questi giorni sono computati complessivamente tra entrambi i genitori, possono essere utilizzati anche in modo frazionato, non riducono le ferie e sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio.
Occorre però prestare attenzione al conteggio: il primo mese al 100% non deve essere sommato automaticamente a tutti i mesi all’80% annunciati dal Governo. Il trattamento contrattuale migliora la retribuzione di un periodo di congedo già previsto. Per conoscere l’esatta articolazione delle nuove mensilità nella scuola servirà verificare il testo definitivo e il suo coordinamento con il CCNL.
I mesi maggiorati non spettano automaticamente a ciascun genitore
La disciplina attuale riconosce fino a tre mesi all’80% complessivi tra i genitori, utilizzabili da uno solo oppure ripartiti tra entrambi, nel rispetto delle condizioni previste.
Non si tratta, quindi, di tre mesi per la madre e altri tre per il padre. Anche per il nuovo ampliamento sarà necessario verificare le regole definitive sulla ripartizione e sui periodi già utilizzati.
Quando sarà possibile utilizzare le nuove tutele?
Il passaggio decisivo sarà l’approvazione della legge. Dovranno essere chiariti la decorrenza, i requisiti di accesso, le eventuali condizioni legate alla nascita del bambino o alla conclusione del congedo di maternità e paternità, oltre alla disciplina per adozioni e affidamenti.
Avere già due o tre figli non consente, sulla base del solo annuncio, di considerare acquisiti cinque o sei mesi con trattamento maggiorato. Per docenti e ATA, prima di programmare l’assenza, sarà necessario verificare la propria situazione familiare, il congedo già fruito da entrambi i genitori e le disposizioni che entreranno effettivamente in vigore.
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