NOTIZIE - PERSONALE SCUOLA DOCENTI E ATA
Immissione in ruolo del personale docente Sei procedure in tre fasi: ecco quali
Mentre le scuole sono ancora impegnate negli ultimi adempimenti legati alla conclusione degli esami di Stato, il Ministero dell’Istruzione e del Merito avvia la macchina organizzativa per il prossimo anno scolastico. L’obiettivo è arrivare a settembre con il maggior numero possibile di cattedre coperte da personale stabile, riducendo il ricorso alle supplenze.
Il primo passaggio riguarda l’autorizzazione alle assunzioni sui posti vacanti e disponibili dopo le operazioni di mobilità. Si tratta di un contingente che supera le 44mila cattedre, ma il numero definitivo delle immissioni in ruolo sarà stabilito solo dopo il via libera del Consiglio dei ministri. Da quel momento partirà ufficialmente la procedura assunzionale.
Il sistema riprende in larga parte lo schema dello scorso anno, ma con alcune novità. Tra queste rientrano l’assunzione dei vincitori del concorso Pnrr 3 e l’utilizzo dei nuovi elenchi regionali degli idonei. Le assunzioni saranno ripartite secondo il meccanismo tradizionale: il 50% dei posti andrà alle graduatorie a esaurimento, le cosiddette GaE, e il restante 50% alle graduatorie di merito dei concorsi.
La procedura sarà scandita da tre finestre operative.
La prima fase dovrà concludersi entro il 30 luglio. In questa finestra rientrano le immissioni in ruolo ordinarie, comprese le assegnazioni delle sedi per i docenti assunti a tempo indeterminato e per coloro che sottoscrivono un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo, come nel caso di alcuni vincitori di concorso non ancora abilitati.
La seconda fase è prevista dal 31 luglio al 3 agosto e riguarda i posti di sostegno. In particolare, saranno assegnate le cattedre agli aspiranti inseriti nella prima fascia delle GPS sostegno, all’interno della provincia di iscrizione.
La terza fase dovrà chiudersi entro il 21 agosto e interesserà ancora il sostegno. In questo caso si procederà con la cosiddetta “mini call veloce”, cioè la fase interprovinciale destinata agli aspiranti della prima fascia GPS sostegno che avranno presentato domanda tra il 14 e il 18 agosto. Per questi docenti saranno assegnate sia la provincia sia la sede.
Per le scuole medie e superiori, l’ordine di scorrimento delle graduatorie di merito sarà articolato in sei passaggi.
Il primo riguarda i vincitori del concorso 2016. Esaurita questa graduatoria, qualora restino posti disponibili, si passerà al secondo passaggio: il 30% dei posti sarà assegnato attingendo dal concorso straordinario 2018, mentre il restante 70% sarà diviso tra concorso straordinario 2020 e concorso ordinario 2020.
Il terzo passaggio entrerà in gioco una volta esaurite le graduatorie precedenti: si procederà con i vincitori dei concorsi Pnrr 1, Pnrr 2 e Pnrr 3, secondo l’ordine previsto.
La quarta procedura riguarderà gli idonei. Saranno coinvolti gli idonei dei concorsi Pnrr e quelli delle procedure concorsuali 2020, nei limiti delle percentuali stabilite.
Il quinto passaggio sarà rappresentato dagli elenchi regionali, una delle novità introdotte per consentire un ulteriore scorrimento e ampliare il bacino da cui attingere per le assunzioni.
La sesta procedura, infine, sarà riservata al sostegno: in caso di posti ancora disponibili, si potrà procedere con la prima fascia GPS e con la mini call veloce.
Per le classi di concorso STEM l’ordine sarà specifico: prima i vincitori del concorso STEM 2021, poi quelli del concorso STEM 2022, quindi gli idonei delle due selezioni e, da ultimo, gli elenchi regionali.
Tutte le procedure saranno informatizzate. Gli aspiranti docenti dovranno quindi attendere l’apertura delle diverse fasi per presentare domanda e scegliere la sede. Un punto da tenere sotto controllo riguarda l’accettazione della nomina: dovrà essere espressa entro cinque giorni, altrimenti scatterà la rinuncia alla cattedra.
L’obiettivo dichiarato è garantire una copertura stabile degli organici già dall’avvio delle lezioni. Lo scorso anno, per i posti comuni, la copertura era arrivata al 97,3%, in crescita rispetto al 94% dell’anno scolastico precedente.
Resta però il nodo del precariato. Tutti i posti che non saranno coperti con docenti di ruolo dovranno essere assegnati tramite supplenze.
Il tema è stato richiamato anche dalla Corte dei conti, che ha evidenziato come il ricorso frequente ai contratti a tempo determinato rischi di trasformarsi in una modalità ordinaria di copertura dei posti vacanti. Una criticità che incide non solo sulla stabilità lavorativa degli insegnanti, ma anche sulla continuità didattica degli studenti.
Per questo la partita delle immissioni in ruolo resta centrale: non si tratta solo di coprire le cattedre, ma di garantire alle scuole un avvio d’anno più ordinato, con meno supplenze, meno incertezza e maggiore continuità educativa.
Per informazioni invia un'email all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
oppure contattaci ai numeri: 800864918 – 3888611942 – 3273628549 – 3894395607
I nostri responsabili restano a disposizione per fornire i chiarimenti richiesti.






