NOTIZIE - PERSONALE SCUOLA DOCENTI E ATA
Riapertura Ata 24 mesi Quali novità ci attendono?
La riapertura delle graduatorie ATA 24 mesi è uno degli appuntamenti più attesi da chi lavora già nella scuola e punta a entrare o consolidare la propria posizione nella prima fascia provinciale. Si tratta infatti delle graduatorie permanenti disciplinate dall’articolo 554 del D.Lgs. 297/1994, utilizzate sia per il reclutamento sia per il conferimento di incarichi, e che il Ministero indica come procedura con cadenza annuale riservata a chi abbia già maturato il servizio richiesto.
Al momento, però, il quadro 2026 non è ancora del tutto definito da un nuovo atto ufficiale generale. Le fonti di settore parlano di una nota ministeriale in arrivo e ricordano che, di norma, l’indizione annuale arriva tra la fine di aprile e la prima metà di maggio; inoltre, nelle notizie pubblicate il 10 aprile 2026 si parla esplicitamente di attesa per la nuova nota ministeriale. Nelle fonti ufficiali reperibili emergono invece, con chiarezza, soprattutto gli atti relativi alla procedura precedente, cioè quella valida per l’a.s. 2025/2026.
L’ultimo riferimento ufficiale completo disponibile resta infatti la nota ministeriale del 10 aprile 2025, con cui il MIM ha invitato gli Uffici scolastici regionali a pubblicare i bandi entro il 17 aprile 2025. Le funzioni POLIS per la presentazione delle domande sono poi state aperte dalle ore 14.00 del 28 aprile 2025 fino alle ore 14.00 del 19 maggio 2025, finestra confermata anche dai bandi regionali pubblicati su inPA. È quindi ragionevole attendersi, anche per il 2026, una scansione temporale simile, pur in assenza, ad oggi, della nuova nota ufficiale.
Sul fronte dei requisiti, il cuore della procedura non cambia: per accedere alle graduatorie ATA 24 mesi occorre avere almeno 24 mesi di servizio, cioè 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi. Il servizio deve essere stato svolto in posti corrispondenti al profilo per cui si concorre oppure in un profilo immediatamente superiore dell’area ATA statale. Il bando ricorda inoltre che il calcolo avviene considerando i mesi interi da calendario, sommando le frazioni ogni 30 giorni e conteggiando come mese intero l’eventuale residuo superiore a 15 giorni.
Un altro punto fermo riguarda la tipologia di servizio utile. Sono validi i periodi prestati nelle scuole statali, compresi quelli svolti nelle istituzioni scolastiche della Valle d’Aosta e delle province di Trento e Bolzano; resta inoltre computabile, nei casi previsti, anche il servizio prestato con rapporto di impiego con gli Enti locali tenuti per legge a fornire personale ATA alle scuole statali. Si conferma quindi una linea di continuità con gli anni precedenti, senza segnali ufficiali, almeno per ora, di una revisione sostanziale del perimetro dei servizi valutabili.
La vera novità che continua a pesare anche in vista della prossima riapertura è quella legata alla certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale (CIAD). La nota ministeriale del 2025 ha richiamato il nuovo CCNL 2019/2021, sottoscritto definitivamente il 18 gennaio 2024, precisando che la certificazione digitale è richiesta per l’accesso ai profili ATA, con esclusione del collaboratore scolastico, e invitando gli Uffici a inserirla nei bandi per i soli nuovi inserimenti. Nei bandi regionali del 2025, ad esempio per il profilo di assistente amministrativo, il titolo richiesto è infatti il diploma di scuola secondaria di secondo grado insieme alla CIAD.
Dal punto di vista operativo, la procedura resta integralmente digitale. Le domande devono essere presentate esclusivamente online attraverso Istanze On Line (POLIS), con accesso tramite SPID o CIE. La stessa nota ministeriale ha ricordato anche che la scelta delle sedi per la prima fascia di istituto, tramite Allegato G, viene resa disponibile in un momento successivo, una volta conclusa la valutazione delle domande provinciali. Anche questo è un elemento che con ogni probabilità resterà invariato nella prossima finestra.
Che cosa aspettarsi, allora, dalla riapertura ATA 24 mesi 2026? In base agli elementi oggi disponibili, più che una rivoluzione sembra profilarsi una procedura in continuità con quella dello scorso anno: requisiti di servizio confermati, domanda telematica via POLIS, centralità della CIAD per i nuovi inserimenti nei profili interessati e probabile pubblicazione dei bandi tra fine aprile e maggio. L’unica vera cautela riguarda i tempi ufficiali: finché non arriverà la nuova nota del Ministero, le “novità” restano soprattutto nel campo delle attese e delle indicazioni di prassi.
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