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Caos sulle certificazioni informatiche Non è chiaro chi le valuterà, come e quando
Il tema delle certificazioni informatiche nelle GPS 2026/2028 è diventato in pochi giorni uno degli aspetti più controversi dell’intero aggiornamento delle graduatorie. Con l’Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 è stata infatti riaperta la procedura di rinnovo delle graduatorie provinciali per le supplenze relative al biennio 2026/2028. Le nuove tabelle dei titoli hanno introdotto un criterio più restrittivo per i titoli informatici dichiarati ex novo: sono valutabili esclusivamente le certificazioni rilasciate da soggetti accreditati Accredia e conformi ai framework europei DigComp 2.2 e DigCompEdu.
A generare il maggiore allarme, tuttavia, non è stata tanto la nuova regola in sé, quanto le sue conseguenze per i docenti che passano dalla seconda alla prima fascia oppure dagli elenchi aggiuntivi alla prima fascia. In un primo momento, infatti, si era diffusa l’interpretazione secondo cui il cambio di fascia imponesse una nuova dichiarazione dei titoli, con il rischio concreto di perdere il punteggio relativo alle vecchie certificazioni non accreditate da Accredia.
Su questo punto, nelle ultime ore, il Ministero ha pubblicato nuove FAQ ufficiali. Il chiarimento fornito è rilevante: le certificazioni già dichiarate e valutate nei precedenti bienni conservano il punteggio già attribuito, fino a un massimo di 2 punti. Inoltre, sia per chi proviene dagli elenchi aggiuntivi sia per chi era inserito in seconda fascia e accede ora alla prima, la valutazione già effettuata resterà valida.
Il passaggio più delicato riguarda proprio il transito dalla seconda alla prima fascia. Le FAQ ministeriali precisano che le certificazioni già valutate e i relativi punteggi non saranno visibili durante la compilazione dell’istanza, poiché verranno gestiti direttamente dagli uffici territoriali nella fase di valutazione successiva alla chiusura delle domande e finalizzata alla pubblicazione delle graduatorie. Ed è proprio qui che la questione giuridica si trasforma immediatamente in una questione organizzativa. La tutela del punteggio, almeno sul piano formale, viene oggi affermata; la sua concreta applicazione, però, è demandata agli Ambiti territoriali.
Ed è su questo punto che restano i dubbi maggiori. Un conto è affermare in una FAQ che i punteggi già acquisiti saranno mantenuti; altro conto è garantire che decine di uffici periferici riescano ad applicare quella indicazione in modo uniforme, tempestivo e senza errori, soprattutto se il sistema non rende tale punteggio immediatamente visibile all’aspirante durante la compilazione della domanda. Ne deriva un rischio evidente, che può essere definito prima di tutto amministrativo e solo dopo normativo: se il recupero del punteggio dipenderà da verifiche successive effettuate caso per caso dagli Ambiti territoriali, aumenteranno inevitabilmente i margini di discrezionalità, i tempi di lavorazione e le possibilità di contenzioso. Si tratta di una conseguenza logica del meccanismo descritto nelle stesse FAQ ministeriali.
A questo punto, quindi, il problema non è più stabilire se il Ministero abbia chiarito la validità delle vecchie certificazioni: il chiarimento, almeno allo stato attuale, esiste. Il vero interrogativo è un altro: gli uffici territoriali saranno davvero in grado di tradurre questa indicazione in graduatorie corrette, omogenee e pubblicate in tempi utili? In un contesto già gravato da migliaia di domande, controlli documentali, nuove classi di concorso, riserve e aggiornamenti di punteggio, affidare la soluzione ai singoli Ambiti territoriali significa esporre il sistema a una nuova stagione di rettifiche, reclami e ricorsi.
Per questo motivo, il rischio di caos non può affatto considerarsi superato. Anzi, il paradosso è evidente: la FAQ ministeriale tenta di rassicurare i docenti, ma nello stesso tempo conferma che il passaggio decisivo avverrà fuori dalla schermata di compilazione e all’interno della macchina amministrativa degli uffici provinciali. In assenza di una procedura centralizzata, trasparente e automatizzata, il problema non viene risolto: viene semplicemente rinviato alla fase della valutazione finale. E nelle GPS, quando una questione viene lasciata alla gestione decentrata in un quadro già complesso, a pagarne le conseguenze sono quasi sempre gli aspiranti.
Per informazioni è possibile inviare un’email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure contattare i numeri 800864918 – 3888611942 – 3273628549 – 3894395607. I responsabili restano a disposizione per fornire tutti i chiarimenti necessari.







