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Riapertura graduatorie docenti: decisione rinviata a venerdì I precari chiedono un rinvio a giugno
La riapertura delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) per il biennio 2026/27–2027/28 doveva segnare l’avvio della fase più attesa dai docenti precari: aggiornare punteggi, inserire nuovi titoli, sciogliere riserve e – per molti – cambiare provincia e strategie in vista delle supplenze del prossimo anno scolastico. Invece, la “data chiave” sembra spostarsi ancora: la decisione operativa è rinviata a venerdì, quando è previsto un confronto tecnico con i sindacati sulla nuova piattaforma e sugli ultimi nodi dell’ordinanza.
Nel frattempo, cresce la pressione dal basso: gruppi di docenti e aspiranti supplenti chiedono di non anticipare l’apertura a febbraio-marzo, proponendo uno slittamento in avanti, fino a maggio o – secondo alcune richieste – addirittura a fine giugno, per non perdere punteggio e opportunità legate a servizio e titoli conseguiti entro la chiusura dell’anno scolastico.
Il punto non è solo la firma formale dell’ordinanza: prima di aprire le istanze, il Ministero deve mettere in sicurezza la parte più delicata, cioè la gestione informatica della domanda (che coinvolge centinaia di migliaia di aspiranti e molte casistiche). Proprio per questo i sindacati sono convocati venerdì 20 febbraio (ore 10:00) per un incontro tecnico dedicato alla presentazione e al collaudo della piattaforma. È un passaggio considerato “preliminare” all’avvio effettivo della procedura.
A dare il senso di una macchina già in movimento c’è anche un dettaglio “di back office”: in alcune realtà territoriali sono state comunicate sospensioni delle funzioni SIDI collegate alle GPS in attesa della nuova O.M., segnale che il sistema si sta preparando al cambio di ciclo (senza che questo equivalga, automaticamente, all’apertura immediata delle domande).
Dietro lo slittamento non ci sono soltanto questioni di calendario: restano punti tecnici che possono incidere direttamente su graduatoria e scelte degli aspiranti. Tra le questioni “in sospeso” citate nelle ricostruzioni di settore figurano, ad esempio:
- criteri su superamento concorsi per classi di concorso accorpate;
- passaggi tra fasce/elenco aggiuntivo e gestione del punteggio già valutato;
- possibilità di inserimento con riserva per chi è in percorso abilitante;
- valutazione di alcune specializzazioni sul sostegno (percorsi Indire/Università in determinati casi);
- gestione del punteggio per alcuni profili (es. ITP già inseriti).
Sono dettagli che, tradotti nella pratica, possono cambiare il posizionamento in graduatoria e quindi la probabilità di ottenere una supplenza “più lunga”, su posto migliore o più vicino.
La contestazione nasce da un’idea semplice: aprire troppo presto significa fotografare la situazione mentre l’anno scolastico è ancora in corso, e quindi “tagliare fuori” pezzi di servizio e titoli che maturano tra primavera e fine giugno.
Una petizione (ospitata anche su Change.org) chiede esplicitamente che l’aggiornamento non venga anticipato a marzo, ma fissato almeno da maggio, richiamando il principio di continuità con le tempistiche dei cicli precedenti e il “legittimo affidamento” di chi ha programmato percorsi e spese sulla base di una prassi consolidata.
Le motivazioni ricorrenti sono quattro:
- Servizio tra marzo e giugno: chi lavora con supplenze brevi rischia di non vedersi valorizzare il servizio svolto in quei mesi, perdendo punti.
- Titoli “in chiusura”: master, corsi, specializzazioni spesso terminano a fine anno accademico/scolastico; una scadenza anticipata può escluderli.
- Titolo di accesso entro giugno: chi consegue entro giugno il titolo utile per la fascia/profilo teme di restare fuori dal ciclo biennale.
- Scioglimento riserva: per chi è in percorsi abilitanti, comprimere i tempi rende più complesso gestire lo scioglimento entro i termini canonici (spesso legati al 30 giugno).
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