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Concorso PNRR 3. Punteggi titoli visibili Sono già centinaia gli errori segnalati
Con il concorso PNRR 3 entrato nella sua fase decisiva, e con le prove orali ormai avviate in diverse regioni, l’attenzione dei candidati si sta spostando sempre di più su un altro nodo delicatissimo: il punteggio attribuito ai titoli. Ed è proprio qui che, nelle ultime ore, stanno emergendo contestazioni, dubbi e segnalazioni di errori che rischiano di aprire un nuovo fronte di tensione in una procedura già segnata da polemiche e ritardi. Il PNRR 3, del resto, non è un concorso qualunque: rappresenta la terza e ultima procedura prevista dal piano di reclutamento e mette in palio 58.135 posti tra infanzia, primaria e secondaria.
Il tema non è affatto secondario. Nei concorsi PNRR, infatti, la valutazione complessiva è espressa in 250 punti: 100 per la prova scritta, 100 per la prova orale e fino a 50 per i titoli. Questo significa che il peso dei titoli può incidere in modo concreto sulla posizione finale in graduatoria, soprattutto nelle classi di concorso dove i punteggi tra i candidati risultano ravvicinati. Anche per questo ogni errore, reale o presunto, viene percepito come potenzialmente decisivo.
Va ricordato che l’accesso alla prova orale non dipende dai titoli ma dal punteggio dello scritto: servono almeno 70/100 e, in ogni caso, si entra nel limite massimo del triplo dei posti banditi per ciascuna classe di concorso e regione, inclusi gli eventuali ex aequo sull’ultimo posto utile. Tuttavia, una volta superato questo sbarramento, i titoli tornano centrali perché concorrono alla graduatoria finale. Ecco perché la visualizzazione dei punteggi attribuiti ai titoli sta provocando un’immediata ondata di verifiche da parte degli aspiranti docenti.
Il problema è che la materia è tecnica e piena di insidie. Già nella fase di presentazione della domanda, i portali specializzati avevano avvertito che i titoli non inseriti entro la scadenza non sarebbero più stati aggiungibili successivamente. Le FAQ ministeriali e i chiarimenti diffusi nei mesi scorsi hanno inoltre mostrato quanto sia facile sbagliare: dal titolo di accesso dichiarato nella sezione non corretta, al servizio fatto valere sia per l’accesso sia per il punteggio, fino ai dubbi su abilitazioni, specializzazione sul sostegno e superamento di precedenti procedure PNRR. In altre parole, basta un’errata collocazione o una lettura non uniforme delle tabelle per alterare il risultato finale.
Per questo oggi più che mai servono due cose: trasparenza e rapidità. Trasparenza, perché i candidati devono poter comprendere con precisione come è stato attribuito ogni singolo punto. Rapidità, perché eventuali errori vanno corretti subito, prima che le graduatorie si consolidino e prima che il solito caos amministrativo si scarichi, ancora una volta, su chi aspetta da anni una selezione chiara, uniforme e affidabile. Il rischio, altrimenti, è che il concorso pensato per semplificare il reclutamento finisca per confermare l’ennesima verità amara della scuola italiana: anche quando i punteggi sono visibili, la trasparenza non sempre basta a dissipare i dubbi.
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