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Proseguono i controlli sulle graduatorie GPS Indicazioni operative alle scuole
Prosegue in queste settimane l’attività delle scuole polo individuate dagli Uffici scolastici territoriali per la valutazione delle domande di inserimento e aggiornamento nelle Graduatorie provinciali per le supplenze relative al biennio 2026/2028. Si tratta di una fase particolarmente delicata, destinata a incidere in modo diretto sulla correttezza dei punteggi attribuiti agli aspiranti e, di conseguenza, sulla regolarità delle future operazioni di nomina.
La cornice normativa di riferimento è definita dall’Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, che affida agli Uffici scolastici territorialmente competenti la valutazione dei titoli dichiarati dagli aspiranti. La stessa ordinanza prevede, tuttavia, la possibilità di delegare tali operazioni a scuole polo, anche su specifiche classi di concorso, con l’obiettivo di garantire uniformità nelle valutazioni e ridurre il rischio di difformità interpretative tra territori e istituzioni scolastiche.
In numerose province, infatti, gli Ambiti territoriali hanno già formalizzato l’individuazione delle scuole delegate, assegnando loro la lavorazione di determinate classi di concorso o tipologie di posto. L’organizzazione per scuole polo risponde all’esigenza di rendere più efficiente la gestione delle istanze e, al tempo stesso, di assicurare criteri omogenei nell’esame delle dichiarazioni presentate dagli aspiranti.
A supporto di questa attività è intervenuta anche la nota ministeriale del 30 marzo 2026, che ha fornito ulteriori chiarimenti operativi su alcuni aspetti particolarmente sensibili della valutazione. L’attenzione si concentra soprattutto sulla corretta attribuzione del punteggio relativo ai servizi dichiarati, alla validità dei titoli culturali e professionali e alla verifica della documentazione allegata alle domande.
Tra i punti più rilevanti rientra la valutazione del servizio prestato senza titolo di accesso, tema che continua a richiedere un’attenta applicazione delle disposizioni previste dall’ordinanza. Ugualmente significativa è la verifica delle certificazioni linguistiche, che devono risultare coerenti con il periodo di effettiva autorizzazione dell’ente certificatore, così come quella dei titoli CLIL, valutabili esclusivamente se rilasciati dalle università. Nei casi in cui emergano titoli non conformi ai requisiti richiesti, gli uffici competenti sono tenuti a procedere con la rettifica del punteggio attribuito.
Particolare attenzione è richiesta anche sul fronte delle certificazioni informatiche. I chiarimenti ministeriali ribadiscono infatti la necessità di distinguere correttamente tra le diverse tipologie valutabili, nel rispetto dei limiti previsti dalle tabelle allegate all’ordinanza. L’obiettivo è evitare duplicazioni di punteggio e garantire un’applicazione uniforme dei criteri di valutazione su tutto il territorio nazionale.
Un altro aspetto delicato riguarda i servizi dichiarati con riferimento a contratti ancora in corso alla data di presentazione della domanda. In tali situazioni, la valutazione deve avvenire sulla base della reale consistenza del rapporto di lavoro e delle successive conferme previste dalla procedura. Eventuali incongruenze tra quanto dichiarato e la documentazione effettivamente disponibile impongono un supplemento di verifica da parte delle scuole polo e degli uffici competenti.
Il lavoro affidato alle scuole polo, dunque, non si esaurisce in un controllo formale delle istanze, ma costituisce un passaggio essenziale per la costruzione di graduatorie attendibili, trasparenti e coerenti con il quadro normativo vigente. Dalla precisione di questa fase dipende, in larga misura, la regolarità dell’intero sistema di conferimento delle supplenze per il prossimo biennio.
In questa prospettiva, le indicazioni operative fornite dal Ministero mirano a rafforzare il ruolo delle scuole delegate, chiamate a coniugare rapidità nella lavorazione delle domande e rigore nella verifica dei titoli dichiarati. La corretta definizione dei punteggi rappresenta infatti una garanzia non solo per l’amministrazione, ma anche per gli aspiranti, che hanno diritto a procedure uniformi e trasparenti in tutto il territorio nazionale.
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