NOTIZIE - PERSONALE SCUOLA DOCENTI E ATA
Mobilità per docenti e ata Regna il caos dopo le proposte del Ministero
La mobilità del personale scolastico torna a infiammare il confronto tra Ministero e sindacati, e questa volta il clima è tutt’altro che disteso. Il nodo riguarda docenti, personale educativo e ATA, dentro un contratto che disciplina il triennio 2025/26-2027/28, ma che alla prova dei fatti continua a produrre incertezza, interpretazioni contrastanti e nuove tensioni. Nell’incontro del 10 marzo 2026 al Ministero dell’Istruzione e del Merito, secondo i resoconti sindacali, sono state introdotte modifiche rilevanti alle deroghe ai vincoli di permanenza: la possibilità di ottenere deroga per i figli si ridurrebbe da 16 a 14 anni, mentre verrebbe cancellata quella per il ricongiungimento al genitore over 65.
Il punto è che si tratta di un cambio di rotta che pesa, perché solo un anno fa la linea sembrava opposta. Nella fase di definizione del CCNI 2025-2028, le deroghe erano state presentate come un ampliamento delle tutele: la soglia per i figli minori era stata estesa fino al compimento del sedicesimo anno di età e, tra i casi riconosciuti, figurava anche quello del figlio di genitore ultrasessantacinquenne. Lo attestano sia le schede sindacali diffuse all’epoca sia la modulistica ministeriale collegata alle deroghe. Per molti lavoratori della scuola, soprattutto quelli bloccati lontano dalla provincia di residenza, quella apertura era stata letta come un primo segnale di riequilibrio tra esigenze dell’amministrazione e vita familiare.
Adesso, invece, il quadro si restringe di nuovo. E non per una platea marginale. Le deroghe rappresentano infatti una delle poche strade per superare il vincolo triennale che pesa su una parte del personale, in particolare sui docenti assunti più di recente o su chi ha ottenuto la titolarità in determinate condizioni.
È qui che nasce il caos. Perché quando si interviene su una materia già complessa come la mobilità, ogni correzione dell’ultima ora genera ricadute immediate su aspettative, domande, punteggi, strategie familiari e scelte professionali. Chi si preparava a presentare istanza contando su una deroga oggi si trova a fare i conti con regole più restrittive e con tempi strettissimi.
A rendere il quadro ancora più confuso c’è poi il calendario. Le finestre di presentazione delle domande circolate dopo l’incontro — docenti dal 16 marzo al 2 aprile, personale educativo dal 16 marzo al 7 aprile, ATA dal 23 marzo al 9 aprile — vengono indicate dal Ministero come date ancora da confermare.
Per questo la sensazione diffusa è che il Ministero stia affrontando una questione decisiva con un equilibrio troppo fragile. Servirebbe una scelta chiara: o si considera la mobilità una leva per ricucire le distanze tra lavoro e vita privata, oppure la si riduce a un meccanismo rigido, dominato da vincoli e finestre burocratiche sempre più strette. Nel mezzo resta il malcontento di docenti e ATA, che ancora una volta si ritrovano a fare i conti con regole in movimento e certezze sempre più rare.
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