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Riapertura graduatorie docenti dal 23 febbraio al 16 marzo Caos tra i precari: piogge di proteste contro Valditara
La finestra per l’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) è ormai fissata: dalle ore 12:00 di lunedì 23 febbraio 2026 fino alle 23:59 di lunedì 16 marzo 2026. La tempistica — comunicata dal Ministero alle organizzazioni sindacali — prevede la pubblicazione dell’Ordinanza Ministeriale sul portale inPA, con una finestra di circa 22 giorni per inserimenti, aggiornamenti e conferme.
Ma l’annuncio, invece di portare sollievo, sta alimentando un clima di forte tensione nel mondo della scuola: tra i docenti precari si parla di “caos”, e le proteste (sindacali e spontanee) contro il ministro Giuseppe Valditara si sommano a una vertenza più ampia su stabilizzazione, diritti e regole di reclutamento.
Le GPS sono lo strumento centrale per attribuire supplenze annuali (fino al 31 agosto) e supplenze fino al termine delle attività didattiche (di norma 30 giugno). L’aggiornamento biennale influenza quindi, in modo diretto, chi lavorerà e dove nei prossimi due anni scolastici, e con quale punteggio.
La procedura riguarda:
- Nuovo inserimento in graduatoria;
- Aggiornamento punteggio (titoli, servizi, certificazioni);
- Trasferimento di provincia o permanenza;
- Riconferma di situazioni “a scadenza”, anche in caso di sola permanenza.
Un dettaglio che sta già facendo discutere è quello relativo a chi sta lavorando con un contratto non ancora concluso: secondo le indicazioni riportate nelle prime comunicazioni, il servizio “in corso” può essere dichiarato indicando anche una data futura di scadenza, ma la quota maturata dopo l’invio della domanda verrebbe valutata solo a fronte di una successiva conferma tramite apposita istanza.
Le istanze dovranno essere presentate in modalità telematica: si attende la pubblicazione dell’Ordinanza per le istruzioni definitive, ma le indicazioni circolate parlano di accesso tramite i canali ministeriali (Istanze Online) e del passaggio su inPA per la pubblicazione del provvedimento.
In termini pratici, il messaggio che rimbalza tra consulenze e segreterie sindacali è uno: non ridursi all’ultimo giorno, perché la finestra è stretta e l’afflusso sarà massiccio.
L’apertura delle GPS arriva dentro un contesto già surriscaldato. Da mesi — e in alcuni casi da anni — i precari denunciano un sistema che alterna concorsi, riforme e correzioni tecniche senza riuscire a ridurre davvero l’instabilità lavorativa.
Un punto simbolico è quello dell’algoritmo e della trasparenza nelle nomine. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un confronto su nodi rimasti irrisolti: dal funzionamento dell’algoritmo alle sanzioni in caso di rinuncia, fino alle nuove regole operative che potrebbero essere introdotte con l’Ordinanza 2026.
Con l’apertura del 23 febbraio, lo scenario più probabile è quello di tre settimane ad alta intensità: compilazione domande, raccolta titoli, assistenza, correzioni, dubbi su punteggi e riserve. Il rischio percepito dai precari è che, ancora una volta, la complessità della procedura — unita alla rapidità della finestra — produca errori, ricorsi e contenziosi.
La contestazione nasce da un’idea semplice: aprire troppo presto significa fotografare la situazione mentre l’anno scolastico è ancora in corso, e quindi “tagliare fuori” pezzi di servizio e titoli che maturano tra primavera e fine giugno.
Le motivazioni principali alla base della contestazione sono quattro:
- Servizio tra marzo e giugno: chi lavora con supplenze brevi rischia di non vedersi valorizzare il servizio svolto in quei mesi, perdendo punti.
- Titoli “in chiusura”: master, corsi, specializzazioni spesso terminano a fine anno accademico/scolastico; una scadenza anticipata può escluderli.
- Titolo di accesso entro giugno: chi consegue entro giugno il titolo utile per la fascia/profilo teme di restare fuori dal ciclo biennale.
- Scioglimento riserva: per chi è in percorsi abilitanti, comprimere i tempi rende più complesso gestire lo scioglimento entro i termini canonici (spesso legati al 30 giugno).
E non è solo una questione “tecnica”: per chi vive di supplenze, un punteggio mal calcolato o una preferenza inserita male significa spesso mesi senza cattedra o spostamenti improvvisi, con effetti a catena su reddito, famiglia e continuità didattica.
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