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Caos nelle nomine docenti Con il secondo bollettino si sistemeranno le cose?
L’avvio delle nomine da GPS per l’anno scolastico 2026/2027 sta lasciando dietro di sé una lunga scia di dubbi, reclami e richieste di chiarimento. Sono numerosi i docenti che, dopo la pubblicazione del primo bollettino, stanno cercando di comprendere perché non abbiano ottenuto una supplenza oppure perché una determinata sede sia stata assegnata a un aspirante collocato più in basso in graduatoria.
In diverse province, inoltre, le GPS sono state oggetto nelle ultime settimane di ripubblicazioni e rettifiche, elemento che rende ancora più delicata la ricostruzione delle singole posizioni e delle disponibilità effettivamente utilizzate per le nomine.
La domanda che in queste ore molti precari si pongono è quindi inevitabile: con il secondo bollettino si sistemeranno le cose?
La risposta, purtroppo, non può essere un semplice sì.
Il secondo bollettino consente agli Uffici scolastici di procedere sulle disponibilità rimaste dopo il primo turno e su quelle che si rendono successivamente disponibili.
Possono infatti entrare nuovamente in gioco posti derivanti da rinunce, mancate prese di servizio, rettifiche, completamenti delle operazioni amministrative e ulteriori disponibilità comunicate dalle istituzioni scolastiche.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che genera maggiore malcontento.
Un docente che nel primo turno non ha ottenuto una determinata scuola potrebbe infatti vedere quella stessa sede comparire tra le disponibilità di un turno successivo, magari quando l’algoritmo ha ormai superato la sua posizione.
Non si tratta di una problematica nuova: già nelle precedenti tornate di supplenze la presenza, nei bollettini successivi, di cattedre non risultate disponibili nel primo turno aveva dato origine a numerose contestazioni.
È questo il punto fondamentale.
Molti aspiranti pensano che, con il secondo bollettino, l’Amministrazione riparta dall’inizio della graduatoria e corregga automaticamente tutte le situazioni verificatesi nel primo turno.
Non funziona necessariamente così.
Il secondo turno è principalmente una nuova fase di assegnazione delle disponibilità residue o sopravvenute. Non costituisce, di per sé, una revisione completa di tutte le operazioni già effettuate.
Di conseguenza, un eventuale errore individuale potrebbe non essere sanato semplicemente aspettando il bollettino successivo.
Se un docente ritiene di essere stato illegittimamente scavalcato, occorre innanzitutto verificare attentamente la propria posizione, le preferenze espresse nella domanda, la tipologia di contratto richiesta, le eventuali riserve e precedenze e le disponibilità pubblicate dall’Ufficio scolastico.
Il fatto che un docente con punteggio inferiore abbia ottenuto una supplenza non significa automaticamente che l’algoritmo abbia commesso un errore.
Possono incidere numerosi elementi: riserve di legge, titoli di precedenza, preferenze espresse, disponibilità delle sedi nel preciso momento in cui viene elaborata la posizione dell’aspirante, tipologia di posto richiesta e altre condizioni previste dalla procedura.
Proprio per questo, di fronte a un'apparente anomalia, è necessario confrontare il bollettino con la domanda delle 150 preferenze e, nei casi dubbi, valutare una richiesta di accesso agli atti. È una verifica suggerita anche dagli esperti del settore quando non è possibile comprendere dal solo bollettino la ragione dell’assegnazione a un candidato collocato in posizione successiva.
Una delle questioni più controverse riguarda proprio i posti che diventano disponibili dopo l’elaborazione del primo turno.
Immaginiamo un docente collocato alla posizione 100 che, al momento della sua elaborazione, non trovi disponibile una scuola inserita tra le proprie preferenze.
L’algoritmo prosegue.
Successivamente quella stessa cattedra può rendersi disponibile per effetto di una rinuncia, di una mancata presa di servizio o di una nuova comunicazione.
Nel turno successivo potrebbe quindi essere assegnata a un aspirante collocato più in basso.
Agli occhi del docente con maggiore punteggio si tratta di uno scavalcamento. Dal punto di vista della procedura, però, diventa decisivo capire quando quella disponibilità è effettivamente entrata nel sistema.
È proprio su questo passaggio che spesso nascono le contestazioni.
Aspettare potrebbe essere un errore quando esistono elementi concreti che fanno pensare a un’anomalia.
Il secondo bollettino potrebbe risolvere spontaneamente alcune situazioni, soprattutto quando l’aspirante è ancora pienamente nominabile e risultano nuove disponibilità compatibili con le preferenze espresse.
Ma non esiste alcuna garanzia che ciò accada.
Le cronache di questi giorni registrano già numerosi reclami dopo le prime operazioni di nomina e, in alcuni casi, la possibilità per determinati aspiranti di ottenere ancora un incarico nei turni successivi.
Per questo motivo chi ritiene di essere stato danneggiato dovrebbe procedere a una verifica puntuale senza limitarsi ad attendere passivamente il nuovo bollettino.
Solo mettendo insieme questi elementi è possibile stabilire se ci si trovi davanti al normale funzionamento della procedura oppure a una situazione meritevole di contestazione.
Il secondo turno sarà certamente molto importante.
Consentirà di assegnare ulteriori cattedre e potrebbe permettere a molti docenti rimasti senza incarico nel primo bollettino di ottenere finalmente una supplenza.
Ma sarebbe sbagliato considerarlo come una sorta di “sanatoria” generale delle criticità emerse fino a questo momento.
Le nuove nomine potranno sistemare alcune situazioni, ma non necessariamente gli errori già prodotti.
Ed è proprio questo il punto sul quale servirà la massima attenzione nelle prossime giornate.
Dietro ogni riga di un bollettino non c’è soltanto un numero in graduatoria, ma il posto di lavoro di un docente per un intero anno scolastico.
Quando emergono anomalie, quindi, è fondamentale ricostruire esattamente ciò che è accaduto e, se necessario, intervenire tempestivamente attraverso reclamo, richiesta di rettifica o accesso agli atti.
Il secondo bollettino potrà offrire nuove opportunità. Ma per capire se davvero il caos delle prime nomine sarà risolto bisognerà verificare, provincia per provincia e posizione per posizione, come verranno gestite le disponibilità residue e le rettifiche.
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