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TFA Sostegno: bandi attesi a giorni Quali sono i profili esclusi?
Il TFA Sostegno XI ciclo entra nella fase decisiva. Dopo l’avvio della procedura ministeriale e la chiusura della finestra RAD-SUA del 7 maggio, gli aspiranti docenti attendono il decreto MUR che dovrà fissare in modo definitivo posti, calendario nazionale delle prove e autorizzazione dei percorsi. Alcuni atenei, intanto, si sono già mossi pubblicando bandi o pagine di iscrizione “nelle more” del decreto.
La domanda centrale, però, non riguarda solo quando usciranno i bandi, ma chi potrà davvero partecipare. I requisiti restano legati al grado scolastico scelto. Per infanzia e primaria servono titoli specifici: laurea in Scienze della Formazione Primaria, diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002. Per la secondaria, invece, occorre una laurea magistrale o a ciclo unico coerente con una classe di concorso, completa degli eventuali CFU richiesti, oppure un titolo abilitante o un diploma ITP valido.
Il primo profilo escluso è quello di chi possiede solo una laurea triennale. La triennale, da sola, non consente l’accesso al TFA Sostegno per la secondaria: serve un titolo magistrale, specialistico, a ciclo unico o titolo equiparato, collegato a una classe di concorso.
Rischiano l’esclusione anche i laureati magistrali che non hanno tutti i requisiti curricolari per accedere alla classe di concorso. Non basta avere una laurea “compatibile” in modo generico: se mancano esami o CFU previsti dalle tabelle ministeriali, l’ateneo può escludere il candidato anche dopo l’iscrizione con riserva.
Per infanzia e primaria restano fuori coloro che hanno un diploma magistrale conseguito dopo il 2001/2002, salvo altri titoli validi. Allo stesso modo, non basta un diploma generico o una laurea non abilitante se non rientra tra i titoli previsti per quel grado.
Capitolo delicato: la secondaria di II grado. La Nota MUR di avvio dell’XI ciclo ha indicato un fabbisogno complessivo di 30.241 posti, ma inizialmente senza posti per la scuola superiore; alcune università hanno però chiesto o pubblicato posti anche per il II grado, subordinandoli al decreto ministeriale definitivo. Per questo, chi ha un titolo spendibile solo per la secondaria di II grado non è automaticamente escluso in senso assoluto, ma resta nel profilo più incerto finché il MUR non pubblicherà il decreto finale.
Attenzione anche agli ITP: il diploma tecnico-pratico è valido solo se corrisponde a una classe di concorso prevista. Non tutti i diplomi permettono l’accesso e, in caso di posti non autorizzati per il grado corrispondente, la candidatura può diventare impraticabile.
Infine, sono esclusi i candidati che presentano domanda per un grado scolastico diverso da quello consentito dal proprio titolo. Una laurea che dà accesso solo a classi di concorso del II grado, per esempio, non consente automaticamente la partecipazione per la secondaria di I grado. La verifica va fatta prima dell’iscrizione, non dopo.
Prima della pubblicazione del bando definitivo, gli aspiranti dovrebbero verificare tre elementi: titolo di accesso, CFU curricolari e grado scolastico corretto. Il rischio maggiore non è arrivare impreparati alla prova, ma scoprire troppo tardi di non avere i requisiti amministrativi per partecipare.
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