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Elenchi regionali: al via le domande Saranno migliaia i precari coinvolti
Si apre una nuova fase per il reclutamento dei docenti. Con l’avvio delle domande per l’inserimento negli elenchi regionali, migliaia di insegnanti precari e idonei ai concorsi degli ultimi anni potranno tentare una strada in più verso l’immissione in ruolo. La procedura, disciplinata dal Decreto ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026, riguarda l’anno scolastico 2026/2027 e punta a utilizzare graduatorie regionali aggiuntive per coprire i posti rimasti disponibili dopo lo scorrimento delle graduatorie concorsuali vigenti.
Le istanze possono essere presentate esclusivamente online dal 6 maggio, alle ore 9, fino al 25 maggio 2026, alle ore 23.59. Il percorso indicato passa dal sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito, nella sezione dedicata alla “Piattaforma Concorsi e Procedure selettive”.
Gli elenchi regionali sono rivolti ai docenti non ancora assunti a tempo indeterminato e non titolari di un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo. Possono presentare domanda i candidati che abbiano superato specifiche procedure concorsuali bandite dal 2020 in poi, tra cui concorsi ordinari, STEM, educazione motoria alla primaria e concorsi PNRR. Per l’accesso è richiesto il superamento delle prove con le soglie previste: almeno 70/100 per l’orale, oppure 56 punti nella prova scritta per il concorso straordinario 2020.
La domanda non comporta automaticamente l’assunzione. Gli elenchi saranno infatti utilizzati in subordine, cioè dopo lo scorrimento delle graduatorie concorsuali ancora valide. In questo senso rappresentano un canale aggiuntivo, non una garanzia immediata di stabilizzazione. Tuttavia, per molti precari, soprattutto idonei rimasti finora ai margini delle nomine, la procedura può diventare una possibilità concreta per rientrare nel circuito delle immissioni in ruolo.
Ogni candidato potrà scegliere una sola regione di destinazione, anche diversa da quella in cui ha svolto il concorso. Gli aspiranti saranno ordinati tenendo conto della procedura concorsuale di provenienza, della data del bando e del punteggio conseguito. È prevista inoltre una distinzione tra chi ha sostenuto il concorso nella stessa regione richiesta e chi, invece, chiede l’inserimento in una regione diversa.
Per completare correttamente la procedura sarà necessario inoltrare la domanda e verificare la ricezione della conferma, con il relativo PDF salvato tra le domande presentate. Eventuali modifiche dopo l’inoltro richiederanno l’annullamento della domanda, la correzione dei dati e un nuovo invio entro la scadenza.
Resta alta l’attenzione dei sindacati e dei docenti interessati. Il tema, infatti, non riguarda soltanto una procedura amministrativa, ma il più ampio problema del precariato nella scuola italiana. Gli elenchi regionali provano a dare una risposta a chi ha già superato prove concorsuali ma non ha ancora ottenuto una cattedra stabile. La partita, ora, si sposta sulle domande, sui posti effettivamente disponibili e sui tempi delle future nomine.
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