NOTIZIE - PERSONALE SCUOLA DOCENTI E ATA
Concorso docenti in arrivo Quanti saranno i posti disponibili?
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito si prepara ad avviare una nuova procedura concorsuale per il reclutamento dei docenti. Dopo i concorsi legati al PNRR, l’attenzione si sposta ora sul concorso ordinario che dovrebbe inaugurare il nuovo sistema di selezione a regime.
La domanda che interessa maggiormente migliaia di aspiranti è una: quanti saranno i posti messi a disposizione?
Al momento non è stato ancora pubblicato il bando e, di conseguenza, non esiste un numero ufficiale e definitivo dei posti.
Secondo le prime anticipazioni, la nuova procedura potrebbe mettere a disposizione complessivamente tra 10.000 e 20.000 cattedre, distribuite tra:
- scuola dell’infanzia;
- scuola primaria;
- scuola secondaria di primo grado;
- scuola secondaria di secondo grado;
- posti comuni;
- posti di sostegno.
Si tratta, tuttavia, di una stima che dovrà essere confermata dal Ministero. Soltanto con la pubblicazione del bando e delle relative tabelle sarà possibile conoscere il contingente effettivo, la ripartizione regionale e i posti assegnati a ciascuna classe di concorso.
La quantificazione dei posti dipende da diversi elementi:
- cattedre effettivamente vacanti e disponibili;
- pensionamenti del personale docente;
- esaurimento o capienza delle graduatorie ancora vigenti;
- assunzioni effettuate attraverso i precedenti concorsi;
- posti rimasti scoperti dopo le immissioni in ruolo;
- consistenza degli organici regionali;
- autorizzazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Per l’anno scolastico 2026/2027 sono state autorizzate 46.642 assunzioni di docenti, di cui 35.832 su posto comune e 10.810 sul sostegno. I posti vacanti e disponibili inizialmente rilevati erano 47.115.
Le immissioni in ruolo effettivamente concluse entro il 31 agosto 2026 sono state, però, 37.430. Una parte dei posti non è stata assegnata perché, per alcuni insegnamenti e territori, le graduatorie utilizzabili risultavano esaurite.
Questi dati mostrano che nel sistema scolastico continuano a esserci numerose cattedre scoperte, ma non significa che tutti i posti vacanti confluiranno automaticamente nel nuovo concorso.
Il nuovo concorso dovrebbe avere una struttura regionale. Ciò significa che ogni candidato dovrà prestare particolare attenzione alla Regione nella quale presenterà la domanda.
Il numero complessivo dei posti, infatti, sarà suddiviso sulla base del fabbisogno territoriale. Le maggiori disponibilità potrebbero concentrarsi nelle Regioni del Centro-Nord, dove più frequentemente si registrano:
- graduatorie esaurite;
- difficoltà nel reperimento degli insegnanti;
- elevato numero di supplenze annuali;
- posti di sostegno non coperti da personale specializzato.
La scelta della Regione sarà quindi determinante. Non sarà sufficiente valutare il dato nazionale: occorrerà verificare il numero dei posti disponibili per la singola classe di concorso e per lo specifico territorio.
In attesa delle tabelle ufficiali, è ragionevole prevedere disponibilità soprattutto nei settori nei quali da anni si registra una maggiore carenza di candidati abilitati o specializzati.
Tra questi potrebbero rientrare:
- sostegno didattico;
- discipline scientifiche e matematiche;
- alcune classi di concorso tecnico-pratiche;
- informatica;
- discipline tecniche e professionali;
- specifici insegnamenti della scuola secondaria nelle Regioni settentrionali.
La situazione potrà comunque cambiare sensibilmente da una Regione all’altra. Una classe di concorso con molti posti in Lombardia, Piemonte o Veneto potrebbe avere disponibilità molto più limitate nelle Regioni meridionali.
I requisiti dovranno essere verificati sulla base del bando definitivo. In linea generale, per i posti comuni della scuola secondaria dovrebbe essere richiesto il possesso del titolo di studio previsto per la classe di concorso accompagnato dall’abilitazione, oppure degli ulteriori requisiti contemplati dalla disciplina transitoria e ordinaria.
Per il sostegno sarà normalmente necessaria la specializzazione relativa al grado scolastico per il quale si intende concorrere.
Per la scuola dell’infanzia e primaria potranno partecipare, secondo la disciplina vigente, i candidati in possesso della laurea in Scienze della formazione primaria oppure del diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, ferma restando la necessità di attendere le disposizioni ufficiali.
La procedura dovrebbe prevedere:
- una prova scritta computerizzata;
- una prova orale;
- la valutazione dei titoli accademici, professionali e di servizio.
La prova scritta potrebbe comprendere quesiti sulle competenze disciplinari, pedagogiche, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, digitali e linguistiche.
La prova orale dovrebbe invece accertare la preparazione del candidato e la sua capacità di progettare e svolgere un’attività didattica efficace.
Anche su questo punto sarà indispensabile leggere attentamente il bando, poiché potrebbero essere introdotte modifiche rispetto alle procedure precedenti.
Il concorso ordinario è atteso dopo la conclusione del ciclo di procedure finanziate e collegate agli obiettivi del PNRR. La pubblicazione dovrebbe avvenire nel corso del secondo semestre del 2026, ma la data certa potrà essere comunicata esclusivamente dal Ministero.
Fino alla pubblicazione del decreto non potranno considerarsi definitive né le tempistiche né il numero dei posti.
Chi intende partecipare dovrebbe iniziare immediatamente a:
- controllare di possedere il titolo di accesso corretto;
- verificare gli eventuali crediti formativi richiesti;
- accertare la corrispondenza tra titolo di studio e classe di concorso;
- recuperare i contratti e i certificati relativi ai servizi prestati;
- verificare il possesso dell’abilitazione o della specializzazione sul sostegno;
- aggiornare SPID, CIE e i dati presenti sulle piattaforme ministeriali;
- prepararsi alle prove senza attendere la pubblicazione del bando.
Particolare attenzione dovrà essere prestata ai titoli conseguiti all’estero, che potrebbero richiedere il riconoscimento da parte dell’autorità competente.
Il nuovo concorso docenti potrebbe offrire tra 10.000 e 20.000 posti, ma il dato deve essere considerato ancora orientativo.
Il numero definitivo emergerà soltanto con la pubblicazione del bando e delle tabelle regionali. Saranno proprio queste ultime a indicare dove si concentreranno le opportunità e quali classi di concorso avranno le disponibilità maggiori.
Il consiglio è di non fermarsi al numero nazionale: per valutare concretamente le possibilità di assunzione sarà necessario analizzare la combinazione tra Regione, classe di concorso, tipologia di posto e graduatorie ancora utilizzabili.
AssetScuola seguirà l’iter della procedura e comunicherà tempestivamente la pubblicazione del bando, i requisiti di partecipazione e la distribuzione ufficiale dei posti.
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