NOTIZIE - PERSONALE SCUOLA DOCENTI E ATA
Cambiano le regole per il personale docente Controlli sui titoli entro tre giorni
Con l’aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze per il biennio 2026/2027-2027/2028, il Ministero dell’Istruzione e del Merito stringe i tempi sui controlli dei titoli dichiarati dagli aspiranti docenti. Il nuovo impianto dell’Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 conferma che la valutazione iniziale dei punteggi avviene sulla base delle dichiarazioni inserite online, ma introduce una scansione più precisa per le verifiche successive, che scattano al momento del primo incarico.
La novità più rilevante riguarda proprio la fase dei controlli. L’istituzione scolastica nella quale l’aspirante sottoscrive il primo contratto nel periodo di vigenza delle graduatorie deve effettuare tempestivamente le verifiche e, soprattutto, avviare entro tre giorni lavorativi le procedure di controllo su tutti gli elementi dichiarati nella domanda. Non si tratta quindi di una verifica limitata al solo titolo di accesso, ma di un accertamento complessivo su quanto dichiarato dall’interessato ai fini dell’inserimento e del punteggio.
Un altro passaggio decisivo riguarda l’esito della verifica. Se i controlli si chiudono positivamente, entro tre giorni dal loro termine il dirigente scolastico deve trasmettere l’esito all’ufficio territorialmente competente e comunicarlo anche all’interessato. A quel punto l’Ufficio scolastico convalida i dati a sistema e i titoli risultano definitivamente validati, con effetti anche per le future istanze di aggiornamento delle GPS e per l’anagrafe nazionale del personale docente.
Diverso, naturalmente, il caso in cui emergano irregolarità o difformità. Se la verifica ha esito negativo, sempre entro tre giorni dalla conclusione dei controlli il dirigente scolastico comunica la situazione all’ufficio competente, che potrà procedere all’esclusione oppure alla rideterminazione del punteggio e della posizione in graduatoria. Non solo: l’eventuale servizio prestato sulla base di dichiarazioni non corrispondenti al vero viene considerato “prestato di fatto e non di diritto”, e quindi non produce punteggio né anzianità utile alla carriera, restando ferme le eventuali responsabilità penali o amministrative.
Dal testo dell’ordinanza emerge anche un chiarimento importante: i tre giorni non sono il termine massimo per chiudere tutto l’iter, ma il tempo entro cui la scuola deve avviare i controlli; poi, una volta terminata la verifica, l’esito deve essere comunicato entro i successivi tre giorni. Inoltre, sul piano tecnico, il riferimento normativo non è alla semplice “convocazione”, ma alla stipula del primo contratto di lavoro, passaggio dal quale decorre l’obbligo di attivare la procedura di controllo. Questa distinzione è tutt’altro che formale, perché individua con precisione il momento da cui scattano gli adempimenti per le scuole.
Per il personale docente si tratta di un segnale chiaro: la fase dell’autodichiarazione resta centrale, ma sarà accompagnata da controlli più rapidi e da conseguenze immediate in caso di errori o dichiarazioni non corrette. Per le segreterie scolastiche, invece, cambia il ritmo operativo: serviranno tempi stretti, procedure ben organizzate e verifiche puntuali sin dai primi giorni dell’incarico. L’obiettivo dichiarato è rendere più affidabile il sistema delle supplenze, riducendo margini di incertezza sui punteggi e sulle posizioni in graduatoria.
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