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Aggiornamento GPS. Rivoluzione negli incarichi Cambia tutto
Con l’aggiornamento delle GPS 2026/2028 non si parla solo di punteggi, titoli e provincia: la vera notizia è un cambio di regole nel modo in cui vengono assegnati gli incarichi (31 agosto e 30 giugno) e in tutto ciò che succede dopo il primo giro di nomine.
Risultato pratico: più turni, più responsabilità sulle preferenze… e sanzioni molto più pesanti se si sbaglia strategia.
Le date (per orientarsi)
La domanda di inserimento/aggiornamento GPS si presenta tra 23 febbraio (ore 12:00) e 16 marzo 2026 (ore 23:59), online tramite INPA/Istanze Online.
Ma la “rivoluzione incarichi” riguarda soprattutto la fase estiva della domanda per le sedi (le famose “150 preferenze”) e i turni successivi di nomina.
Più turni e disponibilità “aperte” fino al 31 dicembre
Finora molti vivevano le nomine come un evento “secco”: un grande giro estivo e poi, per tanti, silenzio o chiamate spezzettate.
Con l’OM 2026, invece, la procedura informatizzata delle supplenze è costruita per considerare anche le disponibilità che si determinano fino al 31 dicembre, in relazione ai diversi turni di nomina (quindi non solo “tutto e subito” in estate).
Tradotto: se emergono posti dopo (rinunce, rettifiche, nuove disponibilità), il sistema può prevedere ulteriori fasi di attribuzione, non “chiudendo i giochi” al primo colpo.
Il “ripescaggio” cambia la partita: si rientra in corsa nei turni successivi
Qui c’è il punto che molti definiscono “rivoluzione”.
Per i turni successivi, l’idea è che le disponibilità liberate (anche per rinunce) vengano riassegnate scorrendo nuovamente la graduatoria, senza ripartire dall’ultimo nominato e dando priorità a chi non ha ancora ottenuto un incarico in base alle preferenze espresse.
È un cambio importante perché mira a ridurre l’effetto “ti sei perso il treno”: se nel primo turno non ti capita una combinazione utile, non è detto che tu sia tagliato fuori a prescindere (a patto di aver giocato bene la carta delle preferenze).
Preferenze: non è più solo “scegliere”, è anche “rinunciare”
Ecco l’altra faccia della medaglia. La nuova impostazione rende le preferenze molto più “vincolanti”:
- Se non presenti l’istanza per partecipare alla procedura informatizzata, questo viene considerato rinuncia al conferimento degli incarichi (GAE/GPS e, in caso di esaurimento, anche GI) per l’anno scolastico di riferimento.
- Se non indichi alcune sedi/classi di concorso/posti, quella mancata indicazione è considerata rinuncia limitatamente alle preferenze non espresse. E se al tuo turno non sei soddisfatto con ciò che hai indicato, vieni trattato come rinunciatario rispetto a ciò che non hai scelto, con conseguenze sull’assegnazione dell’incarico per quell’anno.
- In più, l’ordinanza chiarisce un principio decisivo: l’assegnazione dell’incarico sulla base delle preferenze espresse “comporta l’accettazione”.
Morale: la strategia “metto poche scuole e vedo che succede” diventa molto più rischiosa.
Sanzioni: rinunciare (o non prendere servizio) pesa per due anni
Il nuovo impianto irrigidisce parecchio le conseguenze della rinuncia dopo l’assegnazione.
Se ti viene assegnata una supplenza da GAE/GPS e tu:
- rinunci oppure
- non prendi servizio nei termini,
perdi la possibilità di ottenere supplenze al 31/8 e al 30/6 per l’intero periodo di vigenza delle graduatorie (quindi, di fatto, per il biennio).
Se invece abbandoni una supplenza già iniziata, la perdita riguarda anche le supplenze temporanee, sempre per tutto il periodo di vigenza.
Interpelli: canale “extra” (anche senza domanda 150 sedi)
Altro tassello: quando le graduatorie non bastano, cresce l’uso degli interpelli, cioè avvisi pubblicati dalle scuole per trovare docenti (ad esempio quando le GI sono esaurite), con pubblicazione sul sito della scuola e invio all’UST.
Novità operativa molto concreta: si potrà rispondere agli interpelli anche senza aver presentato la domanda per le 150 sedi (periodo estivo).
Questo crea uno scenario nuovo: anche chi, per scelta o per errore, resta fuori dalla procedura estiva, potrebbe comunque intercettare opportunità tramite interpelli (nei limiti e con le condizioni previste).
Spezzoni fino a 6 ore nella secondaria: nuova procedura (più “interna”)
Sulla scuola secondaria cambia anche la gestione degli spezzoni pari o inferiori a 6 ore: prima di arrivare alle graduatorie, l’assegnazione passa da una serie di fasi che danno priorità a chi è già nella scuola, a partire dai docenti di ruolo abilitati/specializzati (fino a 24 ore), poi aggregazione provinciale, poi docenti a TD (abilitati/specializzati e successivamente con solo titolo di studio), e solo alla fine GI.
Effetto pratico: più possibilità di completamento “ragionato” e meno spezzoni dispersi, ma anche un meccanismo più complesso.
Completamento e “frazionamento” delle ore per supplenze brevi da GI
Per le supplenze brevi da graduatorie di istituto, viene esplicitata una maggiore flessibilità: il completamento può avvenire anche suddividendo le ore disponibili, purché resti garantita l’unicità dell’insegnamento (classe o sostegno) e la compatibilità oraria.
Cosa fare (davvero) per non farsi male con le nuove regole
Tre accorgimenti molto pratici, alla luce di come ora vengono trattate le preferenze e le rinunce:
- Non sottovalutare la domanda “preferenze” estiva: senza quella, non entri nella partita degli incarichi 31/8 e 30/6 (e l’OM collega la mancata istanza al concetto di rinuncia).
- Preferenze realistiche ma sufficientemente ampie: poche sedi = rischio altissimo di non essere soddisfatto al tuo turno e di perdere occasioni.
- Se accetti (cioè se ti assegnano), poi non si scherza: rinuncia o mancata presa di servizio ti può “bruciare” le supplenze annuali/fino al termine per tutto il biennio.
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