NOTIZIE - PERSONALE SCUOLA DOCENTI E ATA
Percorsi abilitanti nel Caos Manca il decreto ma gli atenei pubblicano i bandi
A fine gennaio 2026 la sensazione, tra aspiranti docenti e precari storici, è quella di essere entrati nell’ennesimo “corridoio a ostacoli” della scuola italiana: i percorsi abilitanti da 60, 30 e 36 CFU sono sulla carta incardinati nel quadro fissato dal DPCM 4 agosto 2023, ma nella pratica l’avvio dell’anno accademico 2025/2026 si muove su un terreno scivoloso. Da un lato si attende ancora il decreto ministeriale che deve chiarire (in particolare) posti autorizzati e distribuzione per ateneo/classe di concorso; dall’altro, diversi atenei stanno già pubblicando pagine informative e bandi, aprendo – di fatto – le procedure di ammissione “nelle more” dell’atto definitivo.
La cornice normativa dei percorsi è nota: tipologie, struttura didattica, tirocinio e prova finale sono definite dal DPCM 4 agosto 2023 (con i relativi allegati).
Il problema, però, è operativo: per partire davvero servono provvedimenti ministeriali che, di anno in anno, autorizzano i posti, consolidano l’offerta effettivamente attivabile e, in sostanza, “mettono a terra” ciò che sulla carta è previsto. È una dinamica già vista nel ciclo precedente: nel 2024/2025 il MUR è intervenuto con decreti che hanno disciplinato avvio, criteri e autorizzazione posti.
Nel 2025/2026, invece, molti bandi e avvisi universitari stanno comparendo prima che il quadro sia percepito come completo: non a caso, alcuni documenti parlano esplicitamente di attivazione “in attesa dell’emanazione del Decreto ministeriale di autorizzazione dei posti”.
Il motivo non è (solo) fretta. C’è una pressione di calendario: l’intero sistema deve incastrarsi con scadenze scolastiche e graduatorie. Vi è la necessità di concludere i percorsi entro il 30 giugno 2026 per non perdere la finestra utile legata agli aggiornamenti delle graduatorie (con scioglimento della riserva a inizio luglio).
In questa corsa contro il tempo gli atenei provano a “preparare il terreno”:
- pubblicano pagine dedicate al 2025/26 e preannunciano i bandi;
- aprono procedure di candidatura o avvisi con scadenze ravvicinate (fine gennaio/febbraio);
- rimandano alcune informazioni (posti definitivi, calendario, costi dettagliati) alla conclusione dell’istruttoria ministeriale/ANVUR
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