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Carta docente: riapertura nel caos Disservizi e malfunzionamenti segnalati in tutta Italia
Doveva essere il giorno della “svolta”, dopo mesi di polemiche e rinvii. Invece la riapertura della piattaforma Carta del docente, alle 12 del 19 novembre 2025, si è trasformata nell’ennesimo percorso a ostacoli per migliaia di insegnanti italiani: accessi bloccati, code virtuali infinite, errori con SPID e CIE, residui non visibili.
La riattivazione della piattaforma arriva “nelle more dell’attuazione delle nuove disposizioni” del Decreto-Legge 9 settembre 2025, n. 127, convertito in legge il 30 ottobre 2025. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha comunicato che, dal 19 novembre 2025 alle ore 12:00, la Carta del docente è nuovamente accessibile solo per:
- utilizzo dei residui dell’a.s. 2024/2025 non ancora spesi;
- importi riconosciuti ai beneficiari di sentenze favorevoli (precari che hanno vinto il ricorso).
Il nuovo ciclo della Carta per l’anno scolastico 2025/2026, con i famosi “voucher” rivisti dopo l’estensione della platea ai supplenti annuali e ad altre categorie, è invece rimandato a gennaio 2026.
In pratica, la riapertura non riguarda ancora il “nuovo bonus”, ma solo ciò che era già stato accreditato e non utilizzato: una fase intermedia per “chiudere” il 2024/25 prima di ripartire con le nuove regole.
Appena scattata l’ora X, il portale è andato visibilmente in affanno. Come racconta La Tecnica della Scuola, entrando nella piattaforma compariva il messaggio che segnalava “troppi utenti connessi” e la necessità di attendere diversi minuti prima di poter effettuare qualsiasi operazione. Poco dopo, è spuntata perfino l’indicazione che “l’avanzamento della coda è in pausa”, segno di un sovraccarico evidente.
Nel giro di poche ore, il tema “Carta del docente” è diventato trending nei gruppi Facebook di insegnanti e nelle chat di istituto: c’è chi parla di oltre un’ora di attesa, chi racconta di essere stato “buttato fuori” proprio al momento di generare il buono, chi rinuncia e rimanda “a quando il sito sarà utilizzabile”.
Disservizi diffusi: SPID, CIE, email non validate e crediti fantasma
Al caos delle code si sommano i problemi legati all’autenticazione: molti docenti segnalano difficoltà nell’accesso con SPID e CIE, nonostante le credenziali funzionino regolarmente su altri portali. Nei gruppi dedicati a NoiPA e Carta del docente circolano post di insegnanti che vedono comparire messaggi come “email non validata” o errori inspiegabili in fase di login, sia da app sia da browser.
Un’altra fonte di frustrazione riguarda i docenti con sentenza favorevole: alcune guide e FAQ spiegano che, una volta entrati, possono verificarsi due scenari – o il credito è visibile e subito utilizzabile, oppure non compare affatto perché la sentenza non è ancora stata eseguita dall’Amministrazione. In quest’ultimo caso il problema non dipende dai legali ma dal Ministero, che non ha completato l’accredito.
A rendere tutto ancora più pesante è il contesto. Secondo diverse ricostruzioni, il blocco della Carta Docente per l’annualità 2025 è stato comunicato già a febbraio 2025, con un rinvio dell’attivazione di circa sei mesi.
Nel frattempo:
- da settembre i docenti non hanno avuto accesso al bonus “pieno” del nuovo anno;
- il residuo 2024/25 è rimasto “congelato” fino alla riapertura del 19 novembre, che La Tecnica della Scuola ribattezza emblematicamente come arrivo del residuo “dopo 110 giorni”.
Per ora, la fotografia è quella di una riapertura che nasce già segnata dal caos: tra promesse di riforma, code virtuali e messaggi di errore, la Carta del docente continua a raccontare – suo malgrado – le fragilità del rapporto tra scuola italiana, tecnologia e politica.
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