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GPS, convalida del punteggio dopo la presa di servizio Quando si rischia di perdere la supplenza
La scuola del primo contratto verifica i titoli e i servizi dichiarati nella domanda GPS. Se il punteggio viene ridotto, per capire se l’incarico è a rischio bisogna verificare se il docente avrebbe ottenuto quella supplenza con il punteggio corretto.
La nomina è arrivata, il contratto è stato firmato e il docente ha già iniziato a lavorare. A quel punto la segreteria può chiedere chiarimenti su un servizio dichiarato, su una certificazione o sul titolo di accesso. Il controllo dopo l’assunzione rientra nella procedura ordinaria delle GPS e delle graduatorie di istituto per il biennio 2026/2027 e 2027/2028. A disciplinarlo è l’articolo 8 dell’Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026.
Chi controlla il punteggio e quando
La scuola presso cui il docente stipula il primo contratto nel periodo di vigenza delle graduatorie deve avviare entro tre giorni lavorativi le verifiche sugli elementi dichiarati nella domanda. Il termine riguarda l’avvio della procedura. La verifica può riguardare il titolo di accesso, i titoli che attribuiscono punteggio, i servizi e le eventuali riserve o preferenze dichiarate.
Entro tre giorni dalla conclusione dei controlli, il dirigente scolastico ne comunica l’esito all’Ufficio scolastico territoriale e all’interessato. Se la verifica è positiva, l’Ufficio convalida i dati a sistema. Se emergono difformità, l’Ufficio può rideterminare il punteggio e la posizione oppure disporre l’esclusione nei casi previsti dall’ordinanza.
Punteggio ridotto. Quando la supplenza è a rischio
Se viene meno il punteggio attribuito a un titolo aggiuntivo o a un servizio, occorre ricostruire l’esito del turno in cui è stata assegnata la supplenza. La domanda è concreta: con il punteggio rettificato, il docente avrebbe ottenuto quello stesso incarico?

Per una nomina da GPS, la ricostruzione tiene conto delle disponibilità del turno, delle preferenze espresse dagli aspiranti e delle eventuali riserve o precedenze applicabili. Il punteggio dell’ultimo nominato in provincia, preso da solo, può quindi dare un’indicazione incompleta.
Un esempio. Una docente ottiene una supplenza con 102 punti. La verifica accerta che le spettavano 98 punti. Se, ricostruendo il turno, risulta che con 98 punti avrebbe ricevuto comunque quella sede, la riduzione del punteggio non comporta di per sé la perdita del posto. Se invece un altro aspirante avrebbe avuto diritto alla stessa supplenza, la nomina è a rischio.
Dichiarazioni non veritiere. Che cosa succede al servizio già svolto
Una rettifica può dipendere anche da un errore di valutazione dell’amministrazione su un titolo dichiarato correttamente. L’articolo 8, comma 11, disciplina il caso specifico del servizio prestato sulla base di dichiarazioni non corrispondenti a verità. In questa ipotesi, con apposito provvedimento, il dirigente scolastico dichiara il servizio prestato di fatto e non di diritto. Quel periodo non attribuisce punteggio e non è utile per il riconoscimento dell’anzianità o per la progressione di carriera. Restano ferme le eventuali conseguenze penali o amministrative.
Cosa verificare se arriva una rettifica
Il primo passo è acquisire il provvedimento scritto e verificare quale titolo o servizio è stato contestato, quale tabella di valutazione è stata applicata e come sono cambiati punteggio e posizione. Se viene messa in discussione anche la supplenza, si possono chiedere, con un’istanza di accesso agli atti, i documenti necessari a ricostruire l’assegnazione nel turno interessato. La verifica riguarda due aspetti distinti: se il nuovo punteggio è corretto e se la rettifica cambia l’esito della nomina.
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