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Graduatorie GPS Docenti Record di reclami e di contestazioni
La pubblicazione delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) 2026/2028 sta aprendo una fase particolarmente delicata per migliaia di docenti precari.
In queste settimane gli Uffici scolastici territoriali stanno pubblicando, rettificando e in alcuni casi ripubblicando le graduatorie. Il risultato è una vera e propria ondata di reclami, richieste di rettifica e contestazioni, presentate dagli aspiranti che ritengono di aver ricevuto un punteggio inferiore a quello spettante o di essere stati esclusi erroneamente.
Non esiste, al momento, un dato nazionale ufficiale che permetta di quantificare il numero complessivo dei reclami, ma le numerose rettifiche e ripubblicazioni già effettuate in diverse province mostrano quanto la fase di valutazione sia ancora in movimento.
Il problema principale riguarda la complessità della valutazione delle domande.
Ogni aspirante può aver dichiarato numerosi periodi di servizio, titoli culturali, abilitazioni, specializzazioni, certificazioni e ulteriori requisiti che devono essere verificati secondo le tabelle allegate all'Ordinanza ministeriale che disciplina le GPS.
È sufficiente che un'annualità di servizio non venga valutata correttamente o che un titolo venga ignorato perché la posizione del docente cambi anche di decine o centinaia di posti.
E in una graduatoria provinciale pochi punti possono fare la differenza tra ottenere una supplenza annuale e rimanere senza incarico.
Tra le situazioni che stanno generando maggiori richieste di verifica figurano soprattutto:
- servizi non valutati o valutati parzialmente;
- punteggio del titolo di accesso calcolato erroneamente;
- mancata valutazione di abilitazioni o specializzazioni;
- problemi relativi ai titoli conseguiti all'estero;
- mancato riconoscimento o diversa valutazione del servizio militare e del servizio civile;
- mancata attribuzione di titoli culturali dichiarati correttamente;
- problemi relativi allo scioglimento delle riserve;
- esclusioni dalla graduatoria per presunta mancanza del titolo di accesso;
- errori nella valutazione di certificazioni linguistiche, CLIL e altri titoli;
- errato inserimento nella fascia o nella classe di concorso;
- mancato aggiornamento del punteggio rispetto alla precedente GPS.
Proprio alcuni dei temi relativi al servizio militare e ai titoli esteri sono già stati al centro di iniziative di contestazione anche sul piano giudiziario.
C'è però una distinzione fondamentale.
Il reclamo può essere utilizzato per chiedere la correzione di un errore commesso nella valutazione di quanto era stato regolarmente dichiarato nella domanda.
Diverso è il tentativo di inserire successivamente titoli o servizi che l'aspirante aveva completamente omesso nella domanda GPS.
Gli Uffici scolastici hanno infatti chiarito, in diversi avvisi, che la fase di rettifica non può trasformarsi in una riapertura generalizzata dei termini per integrare la domanda.
In particolare sono state segnalate come non accoglibili, in linea generale, richieste finalizzate ad aggiungere titoli o servizi non dichiarati originariamente, nonché altre integrazioni che avrebbero dovuto essere effettuate entro i termini previsti dalla procedura.
Il consiglio è quindi quello di non limitarsi a verificare il numero della propria posizione in graduatoria.
Occorre confrontare con attenzione:
punteggio dichiarato nella domanda GPS → punteggio riconosciuto dall'Amministrazione → posizione finale in graduatoria.
Bisogna controllare separatamente il titolo di accesso, i titoli ulteriori, il servizio specifico, il servizio aspecifico, eventuali preferenze e riserve.
In presenza di una differenza non spiegabile è opportuno ricostruire analiticamente il proprio punteggio e confrontarlo con quello attribuito dall'Ufficio.
Questo è uno degli aspetti più importanti.
Per le GPS 2026/2028 non è prevista una tradizionale pubblicazione delle graduatorie provvisorie seguita dalle definitive. Le graduatorie vengono pubblicate e gli eventuali errori materiali possono successivamente essere rettificati.
Per questo motivo è necessario verificare l'avviso dell'Ufficio Scolastico Territoriale della propria provincia, perché modalità e termini operativi per l'invio delle segnalazioni o dei reclami possono essere indicati direttamente dall'Amministrazione territoriale.
Aspettare troppo può essere estremamente rischioso, soprattutto perché le GPS vengono utilizzate per le imminenti operazioni di conferimento delle supplenze.
Il problema non è soltanto formale.
Supponiamo che un aspirante debba avere 72 punti, ma compaia in graduatoria con 60 punti.
Quei 12 punti mancanti possono comportare lo scavalcamento da parte di numerosi altri candidati.
Quando parte l'algoritmo per l'assegnazione delle supplenze, il sistema utilizza la posizione presente in graduatoria. Se l'errore non viene corretto in tempo, il docente potrebbe quindi non ottenere una sede che, con il punteggio corretto, gli sarebbe spettata.
Ed è proprio questo il motivo per cui il controllo deve essere effettuato immediatamente.
Una contestazione efficace non dovrebbe limitarsi ad affermare genericamente che “il punteggio è sbagliato”.
È opportuno indicare chiaramente:
la graduatoria e la classe di concorso interessata, il punteggio attribuito, il punteggio ritenuto corretto, il titolo o il servizio non valutato e la disposizione della tabella di valutazione sulla quale si fonda la richiesta.
Quando possibile è utile allegare anche la documentazione che consenta all'Ufficio di individuare rapidamente l'errore.
La richiesta finale deve essere precisa: rettifica del punteggio e conseguente ricollocazione nella posizione corretta della graduatoria.
Il reclamo rappresenta normalmente il primo passaggio, ma non sempre risolve la situazione.
Quando l'Amministrazione conferma il punteggio contestato oppure non interviene prima delle nomine, occorre valutare rapidamente gli ulteriori strumenti di tutela.
L'articolo 9 dell'Ordinanza che disciplina le GPS prevede, contro il provvedimento di pubblicazione, la possibilità di proporre ricorso giurisdizionale al TAR entro 60 giorni oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
La scelta dello strumento di tutela deve naturalmente essere valutata sulla base del singolo caso, soprattutto quando dall'errore deriva la perdita concreta di una supplenza.
Non tutte le contestazioni riguardano il proprio punteggio.
Può accadere che un docente rilevi una situazione apparentemente anomala relativa a un aspirante collocato in posizione superiore.
In questi casi può essere necessario presentare una istanza di accesso agli atti, chiedendo all'Amministrazione di poter verificare, nei limiti consentiti dalla normativa sulla privacy, gli elementi utilizzati per l'attribuzione del punteggio o di una particolare riserva o preferenza.
Le graduatorie pubblicate non riportano infatti tutti i dati personali e sensibili utilizzati dall'Amministrazione, mentre gli interessati e gli eventuali controinteressati possono esercitare i diritti previsti dalla normativa sull'accesso.
Le prossime giornate saranno quindi determinanti.
La pubblicazione delle GPS non deve essere considerata dal docente come un semplice elenco da consultare, ma come un documento da controllare voce per voce.
Punteggio di accesso, servizi, titoli, riserve, preferenze e posizione devono essere verificati prima che le procedure di conferimento delle supplenze entrino nel vivo.
La regola è semplice: chi individua un errore deve contestarlo immediatamente.
Perché nelle GPS anche una differenza apparentemente minima può produrre conseguenze importanti e, quando iniziano le nomine, un punteggio sbagliato può trasformarsi nella perdita concreta di una cattedra.
Cosa consigliamo ai docenti
Prima dell'avvio delle convocazioni è opportuno scaricare la graduatoria della propria provincia, recuperare la domanda GPS inoltrata e procedere a un nuovo calcolo analitico del punteggio.
Se i numeri non coincidono, non bisogna attendere: occorre verificare la normativa applicabile e presentare una richiesta di rettifica adeguatamente motivata.
In questa fase, più che mai, controllare la propria posizione significa tutelare concretamente la possibilità di lavorare nel prossimo anno scolastico.
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