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Si avvicinano le immissioni in ruolo Quanti precari riusciranno a stabilizzarsi?
La scuola si prepara a una nuova stagione di assunzioni. Tra pensionamenti, mobilità, concorsi PNRR, elenchi regionali e autorizzazione del MEF, migliaia di docenti attendono di capire se il prossimo anno scolastico sarà quello della stabilizzazione. Ma il numero definitivo dei posti resta ancora da costruire.
Si avvicina il periodo delle immissioni in ruolo e, come ogni anno, tra i precari della scuola cresce l’attesa. La domanda è semplice solo in apparenza: quanti docenti riusciranno finalmente a ottenere un contratto a tempo indeterminato?
Al momento non esiste ancora un numero ufficiale per l’anno scolastico 2026/2027. Il contingente delle assunzioni dipenderà da diversi passaggi amministrativi: la definizione degli organici, i pensionamenti effettivamente certificati, gli esiti della mobilità, la disponibilità delle graduatorie e, soprattutto, l’autorizzazione finale del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Solo dopo questi passaggi sarà possibile conoscere il quadro reale dei posti da destinare alle assunzioni. I dati definitivi inizieranno a chiarirsi tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, dopo la pubblicazione degli esiti della mobilità prevista per il 29 maggio.
Il precedente più vicino è quello dell’anno scolastico 2025/2026, quando il decreto ministeriale ha autorizzato 48.504 assunzioni di docenti, di cui 13.860 sul sostegno. A queste si sono aggiunte le procedure per 6.022 docenti di religione cattolica. Tuttavia, il numero dei posti autorizzati non coincide sempre con il numero delle assunzioni effettivamente realizzate: a fine agosto 2025 il Ministero comunicava 41.901 nuovi docenti in ruolo, pari al 76,8% dei posti disponibili a livello nazionale.
A incidere sarà anche il PNRR. Il sistema di reclutamento scolastico è infatti collegato al raggiungimento dell’obiettivo complessivo di 70 mila assunzioni tramite le nuove procedure concorsuali. Questo target, però, non va confuso con il numero delle immissioni in ruolo di un singolo anno scolastico: rappresenta un obiettivo complessivo del nuovo sistema di reclutamento, non necessariamente il contingente immediato delle nomine 2026/2027.
Una novità importante riguarda gli elenchi regionali per il ruolo. Dal 2026/2027, i vincitori e gli idonei dei concorsi banditi dal 2020 potranno chiedere l’inserimento in elenchi regionali anche in una regione diversa da quella del concorso. Questi elenchi saranno utilizzati solo dopo l’esaurimento delle graduatorie regionali ordinarie, con l’obiettivo di coprire i posti che rischierebbero di rimanere vacanti, soprattutto nelle aree dove mancano aspiranti sufficienti.
Il nodo più delicato resta il sostegno. Anche nell’anno scolastico 2025/2026 il Ministero ha segnalato la conferma di quasi 58 mila supplenti di sostegno su circa 120 mila posti, a conferma di un settore in cui la stabilizzazione procede ma non basta ancora a garantire piena continuità didattica.
Per migliaia di docenti, la partita si giocherà nelle prossime settimane. E ancora una volta il calendario amministrativo della scuola diventerà il termometro delle speranze di chi da anni garantisce il funzionamento delle classi senza avere ancora una cattedra stabile.
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