NOTIZIE - PERSONALE SCUOLA DOCENTI E ATA
Diminuiscono i posti di collaboratore scolastico Da settembre quanti ne verranno chiamati come supplenti
Dal prossimo anno scolastico saranno cancellati 2.174 posti, ma dopo la mobilità restano oltre 21 mila cattedre ATA vacanti. Migliaia di incarichi saranno comunque assegnati ai precari.
Dal 1° settembre 2026 diminuirà ufficialmente il numero dei collaboratori scolastici presenti negli organici delle scuole italiane. Per l’anno scolastico 2026/2027, infatti, la dotazione nazionale del personale ATA scenderà complessivamente a 194.303 posti, contro i 196.477 dell’anno precedente.
La riduzione riguarda interamente il profilo del collaboratore scolastico. I posti passeranno da 131.143 a 128.969, con una perdita complessiva di 2.174 unità, concentrata nelle scuole secondarie di secondo grado.
Una scelta fortemente criticata dalle organizzazioni sindacali, considerando che proprio i collaboratori scolastici garantiscono quotidianamente l’apertura degli edifici, la pulizia, la vigilanza degli alunni, il supporto alle persone con disabilità e la sicurezza nei diversi plessi.
La diminuzione era già stata prevista dalla Legge di Bilancio 2025 ed è stata successivamente attuata con il decreto interministeriale del 3 novembre 2025.
Il taglio interessa principalmente le scuole superiori e viene giustificato anche attraverso il calo del numero degli studenti. Tuttavia, il semplice dato demografico non sempre fotografa le reali necessità delle istituzioni scolastiche.
Una scuola può avere meno alunni, ma continuare a essere articolata su più edifici, avere numerosi laboratori, palestre, ampi spazi da sorvegliare e un numero crescente di studenti con disabilità. Proprio per queste ragioni gli Uffici scolastici regionali possono intervenire, entro determinati limiti, attraverso l’adeguamento dell’organico di diritto alle situazioni di fatto. La nota ministeriale n. 16650 del 26 giugno 2026 ha infatti previsto la possibilità di autorizzare ulteriori posti in presenza di particolari esigenze organizzative, di vigilanza, assistenza e funzionamento delle scuole.
Nonostante la riduzione dell’organico, le possibilità di lavoro per i precari non scompariranno.
Dopo le operazioni di mobilità del personale ATA per il 2026/2027 sono rimasti liberi, a livello nazionale, 34.969 posti. Di questi, ben 21.391 appartengono al profilo di collaboratore scolastico.
Si tratta del profilo con il maggior numero di disponibilità, davanti agli assistenti amministrativi, per i quali risultano 8.374 posti vacanti, e agli assistenti tecnici, con 3.597 disponibilità.
Questi 21.391 posti rappresentano il punto di partenza per le immissioni in ruolo e per le successive supplenze annuali. Non significa, quindi, che tutti saranno attribuiti direttamente ai precari, perché una parte dovrà essere destinata alle assunzioni a tempo indeterminato.
Al momento non è ancora possibile indicare un numero definitivo. Alla data del 23 luglio 2026 non risulta infatti pubblicato il contingente nazionale delle immissioni in ruolo del personale ATA per il 2026/2027.
Lo scorso anno scolastico erano state autorizzate complessivamente 10.348 assunzioni ATA, a fronte di circa 32 mila posti disponibili. Anche per il 2026/2027 è quindi probabile che soltanto una parte dei posti vacanti venga coperta con assunzioni a tempo indeterminato.
Partendo dai 21.391 posti vacanti di collaboratore scolastico, una stima prudenziale porta a ipotizzare che gli incarichi annuali o fino al termine delle attività didattiche possano collocarsi in una fascia compresa tra 13 mila e 16 mila supplenze.
Si tratta, però, di una proiezione e non ancora di un dato ufficiale. Il numero potrebbe aumentare con l’autorizzazione dei posti in organico di fatto e con tutte le disponibilità che emergeranno nel corso delle operazioni provinciali.
Ai posti vacanti dopo la mobilità devono essere aggiunte le disponibilità che vengono normalmente comunicate durante l’estate.
A queste disponibilità si aggiungeranno, durante l’anno scolastico, le supplenze temporanee dovute a malattie, maternità, aspettative e altre assenze. Il numero complessivo delle persone chiamate dalle graduatorie potrebbe quindi risultare sensibilmente superiore a quello dei soli contratti annuali.
Le prime nomine saranno effettuate utilizzando le graduatorie provinciali permanenti, conosciute come graduatorie ATA dei 24 mesi.
Una volta esaurite le procedure provinciali, i posti residui e le supplenze temporanee saranno assegnati dalle singole scuole attraverso le graduatorie di istituto, comprese quelle di terza fascia.
Le possibilità concrete varieranno notevolmente da provincia a provincia. Le maggiori disponibilità si concentrano tradizionalmente nelle regioni del Nord, dove le graduatorie vengono percorse più velocemente e, in alcuni territori, possono arrivare a esaurimento.
Il taglio di 2.174 collaboratori scolastici ridurrà certamente le possibilità complessive rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il dato dei 21.391 posti ancora vacanti dimostra che anche nel 2026/2027 le scuole avranno bisogno di migliaia di lavoratori precari.
La previsione più realistica è che a settembre vengano conferiti almeno 13-16 mila incarichi annuali o fino al 30 giugno nel solo profilo di collaboratore scolastico. A questi dovranno essere aggiunti i posti in organico di fatto e tutte le supplenze temporanee assegnate nel corso dell’anno.
Il paradosso rimane evidente: mentre il numero dei collaboratori scolastici viene ridotto, le istituzioni scolastiche continueranno ad avere bisogno di migliaia di supplenti per garantire servizi essenziali.
Per questo motivo appare sempre più urgente un piano straordinario di assunzioni che consenta di coprire stabilmente i posti vacanti e di ridurre il ricorso sistematico ai contratti a termine. La scuola non può continuare ad affrontare ogni nuovo anno scolastico con meno personale e con una parte consistente dei servizi affidata alla precarietà.
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