NOTIZIE - PERSONALE SCUOLA DOCENTI E ATA
Contratto in scadenza per 200 mila Docenti e Ata Come inoltrare la Naspi e dare continuità al reddito
Con la fine dell’anno scolastico torna un appuntamento delicato per migliaia di lavoratori della scuola. Per molti docenti supplenti e per una parte consistente del personale ATA con contratto a tempo determinato, la scadenza del 30 giugno segna la conclusione del rapporto di lavoro e l’apertura di una fase di incertezza economica.
Secondo le stime diffuse nel settore scolastico, sono circa 200 mila i contratti a termine che ogni anno arrivano a scadenza tra docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Per chi non riceve una proroga, un nuovo incarico o una nomina immediata, la NASpI rappresenta lo strumento principale per garantire continuità al reddito durante i mesi estivi e nel periodo che precede le nuove convocazioni.
La NASpI, Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è l’indennità mensile di disoccupazione riconosciuta ai lavoratori subordinati che perdono involontariamente il lavoro. Nel comparto scuola interessa in particolare docenti e ATA assunti con contratto a tempo determinato: supplenze annuali, incarichi fino al termine delle attività didattiche o rapporti brevi che si concludono senza rinnovo.
La scadenza naturale del contratto è considerata una perdita involontaria dell’occupazione. Questo significa che il lavoratore non deve attendere ulteriori comunicazioni di licenziamento: una volta terminato il rapporto, può attivarsi per presentare la domanda.
Diverso è il caso del personale di ruolo o a tempo indeterminato della pubblica amministrazione, per il quale la NASpI non è prevista nelle stesse condizioni. La misura riguarda quindi soprattutto il personale precario della scuola.
Per poter richiedere la NASpI occorre trovarsi in stato di disoccupazione involontaria e avere maturato almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.
Per molti supplenti con contratto dal 1° settembre al 30 giugno, il requisito contributivo viene normalmente raggiunto. Anche chi ha avuto contratti più brevi può però avere diritto alla prestazione, purché raggiunga le settimane contributive richieste sommando i periodi utili.
La domanda di NASpI può essere inviata solo dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Per i contratti in scadenza il 30 giugno, quindi, la richiesta può essere presentata a partire dal giorno successivo alla fine del contratto.
Il termine massimo ordinario è di 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Tuttavia, è consigliabile non attendere. Presentare la domanda entro l’ottavo giorno dalla fine del contratto consente di far decorrere la prestazione dall’ottavo giorno successivo alla cessazione. Se invece la domanda viene presentata dopo, la NASpI decorre dal giorno successivo all’invio.
In pratica, per chi termina il contratto il 30 giugno, è opportuno muoversi nei primi giorni di luglio, senza aspettare la fine dell’estate. Un ritardo può comportare la perdita di giornate indennizzabili e quindi una riduzione concreta del sostegno economico.
Asset annuncia l’attivazione del primo servizio di assistenza diretta per la presentazione della Domanda Naspi Online. Da oggi, tutti avranno la possibilità di inoltrare la propria Domanda Online gratuitamente per usufruire della Naspi.
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